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Cronaca

PAPA/ Omelia di Santa Marta: non accumulate tesori sulla Terra, ma in Cielo

Accumulare ricchezze fa perdere al nostro cuore lo sguardo verso l'unico tesoro che conta ha detto oggi il papa durante l'omelia presso Casa Santa Marta

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Il papa, parlando oggi durante l'omelia della messa mattutina di Casa Santa Marta ha commentato il passo del Vangelo in cui Gesù dice: “Dov’è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore” e “non accumulate per voi tesori sulla terra, dove tarma e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano; accumulate invece per voi tesori in cielo”. Le ricchezze, inizialmente un desiderio di sicurezza, ha detto, tendono a prendere posto nel cuore dell'uomo e si rischia di diventarne schiavi: "Alla fine queste ricchezze non danno la sicurezza per sempre. Anzi ti portano giù nella tua dignità. E questo in famiglia: tante famiglie divise. Anche nella radice delle guerre c’è questa ambizione, che distrugge, corrompe. In questo mondo, in questo momento, ci si sono tante guerre per avidità di potere, di ricchezze. Si può pensare alla guerra nel nostro cuore. ‘Tenetevi lontano da ogni cupidigia!’, così dice il Signore. Perché la cupidigia va avanti, va avanti, va avanti… E’ uno scalino, apre la porta: poi viene la vanità - credersi importanti, credersi potenti.. – e, alla fine, l’orgoglio. E da lì tutti i vizi, tutti. Sono scalini, ma il primo è questo: la cupidigia, la voglia di accumulare ricchezze”. Accumulare ricchezze è una qualità dell'uomo, ha aggiunto, e darsi da fare e dominare il mondo è anche una missione, la lotta di ogni giorno allora è quella per saper gestire le ricchezze, perché siano orientate al cielo: "C’è una cosa che è vera, quando il Signore benedice una persona con le ricchezze: lo fa amministratore di quelle ricchezze per il bene comune e per il bene di tutto, non per il proprio bene.  E non è facile diventare un onesto amministratore, perché sempre c’è la tentazione della cupidigia, del diventare importante. Il mondo ti insegna questo e ci porta per questa strada. Pensare agli altri, pensare che quello che io ho è al servizio degli altri e che nessuna cosa che ho la potrò portare con me. Ma se io uso quello che il Signore mi ha dato per il bene comune, come amministratore, questo mi santifica, mi farà santo”. Ogni giorno dobbiamo dunque chiederci dove sia il nostro tesoro, ha concluso: “E’ difficile, è come giocare col fuoco! Tanti tranquillizzano la propria coscienza con l’elemosina e danno quello che avanza loro. Quello non è l’amministratore: l’amministratore prende per sé e quello che avanza e dà agli altri, in servizio, tutto. Amministrare la ricchezza è uno spogliarsi continuamente del proprio interesse e non pensare che queste ricchezze ci daranno salvezza. Accumulare, sì, va bene. Tesori, sì, va bene: ma quelli che hanno prezzo – diciamo così – nella ‘borsa del Cielo’. Lì, accumulare lì!”.

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