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MUSULMANI IN DUOMO/ "Non è un velo islamico a metter paura al mio rapporto con Dio"

Pubblicazione:martedì 2 giugno 2015

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Di fronte al Duomo di Lodi i Giovani musulmani organizzano un open day di cultura islamica. Danno la possibilità di provare il velo islamico, di farsi fare un tatuaggio all'Hennè e di mangiare dolcetti tipici della cucina araba. Su Facebook i Giovani musulmani d'Italia esultano perché i like sarebbero tantissimi. Diciamo che questa non sarebbe una notizia se il centrodestra non tuonasse su parecchie testate nazionali e a svariati livelli. Si va dalla Lega Nord a Fratelli d'Italia a svariata altra roba che ha un tratto comune: notizia piccola e parole grosse. "Provocazione islamica". "Ci vogliono colonizzare". "Invasione autorizzata". 

Io non riesco ad indignarmi. Mi sto preparando a Barcellona-Juventus di sabato e ho appena visto il meraviglioso gol di Messi all'Atletico di Bilbao. Lionel ha un enorme tatuaggio sul braccio destro e a me non è venuto da pensare che i ragazzi del mio oratorio se lo vogliano fare. Non è importante. Non rileva per il cristianesimo. Io, fossi stato un giovane musulmano, non avrei fatto una manifestazione del genere fuori da una chiesa cattolica. Ma per una questione umana, di rispetto ed educazione, prima che religiosa. 

Per il resto non concordo né con i toni né con la sostanza. La mia fede cristiana nasce da Cristo e il mio rapporto con Lui mi fa stare nella Verità che mi dà Vita e che mi indica la mia Via. Non c'è nulla al di fuori del mio cuore che possa mettere paura al mio rapporto con Dio. Nessuna tintura all'Hennè può macchiare la mia fede, come non potevano farlo i cibi impuri degli ebrei al tempo di Gesù. Nessun velo può fare di me una musulmana così come non mi può fare suora. Non esiste un vestito da cristiano ma esiste un cuore, una vita, abitata dallo Spirito Santo. Ogni giorno mi cimento su quanto sia facile e difficile spiegare il cristianesimo, proprio perché non ci sono regole da seguire o un libro da adorare o abiti o barbe giuste. E invece proprio questi sono i motivi per cui l'islam è facile (o difficile, dipende dai punti di vista). Sulle regole anche Gesù è stato confuso (o chiaro, dipende dai punti di vista). Lui, per dire tutto il cristianesimo, diceva una sola parola: seguimi. 

Se dovessi far provare il cristianesimo non avrei nulla da far indossare ma potrei solo far vedere dove vivo e come vivo. È questa la forza e la debolezza di noi cristiani: la mancanza di segni e paletti. Siamo forti perché siamo deboli. Non c'è da strillare slogan contro, ma da testimoniare con il rispetto, con l'amore, con quello che siamo, insomma. 


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COMMENTI
02/06/2015 - Islam day (Gianpaolo Massetti)

Mi chiedo: ma perché proprio davanti ad una Chiesa, anzi al duomo?

RISPOSTA:

La location scelta è davvero di cattivo gusto, e l'ho fatto notare nell'articolo. ML

 
02/06/2015 - commento (francesco taddei)

il vero scandalo è che della difesa della fede ai preti non interessa.

RISPOSTA:

Davvero? a me sembra di aver difeso il cristianesimo nel migliore di modi. È proprio tornando all'autenticità del cuore e dell'interiorità che il cristianesimo fermerà l'Islam, non facendo la gara sulle regole. All'uomo interessa in primo luogo adorare Dio in spirito e verità, l'appartenenza viene in secondo luogo. Molto in secondo luogo. ML