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SACERDOTE SUICIDA/ Livorno, la lettera di accuse al vescovo: mi avrai sulla coscienza

La lettera di addio del sacerdote suicida e le accuse al vescovo: mi avrà per sempre sulal sua coscienza. Il caso del sacerdote che si è suicidato a Livorno ecco di cosa si tratta

Immagine di archivio Immagine di archivio

Il caso del sacerdote suicida di Livorno, trovato impiccato nella soffitta della sua chiesa, si apre a sviluppi assai penosi. Come si sa don Carlo Certosino non voleva trasferirsi in un'altra parrocchia come invece gli aveva ordinato da tempo il suo vescovo, arrivando a promuovere una raccolta di firme tra i suoi fedeli. Poi l'altro giorno il tragico gesto.A desso è stata ritrovata una lettera di addio in cui spiega il suo gesto suicida lanciando pesanti accuse al suo vescovo, parole che tradiscono la mente di un uomo che probabilmente aveva perso lucidità: “Caro vescovo, il trasferimento che hai deciso è solo l’ultima delle ingiustizie che ho dovuto subire in questi anni. Adesso potrai esser contento, ma sappi che mi avrai per sempre sulla coscienza”. Lo scorso 9 maggio in chiesa si era verificato un episodio pesante, quando il vicario del vescovo aveva letto a fine messa il decreto di trasferimento. I fedeli avevano contestato apertamente applaudendo a lungo don Certosino. In un intervista dello scorso 11 maggio aveva detto: “Ho passato un anno terribile, questo spostamento lo vivo come una vendetta”. Non voleva trasferirsi nella parrocchia di Santa Caterina perché, diceva, andava bene per un prete che cominciava il suo sacerdozio, non per lui. Il vescovo poi aveva detto ancora, era troppo autoritario lontano dallo stile di papa Francesco. Il vescovo commenta adesso che don Carlo ha scritto bugie: i due, ha spiegato, avevano concordato il trasferimento un anno prima. Il vescovo aveva anche concesso al sacerdote un anno di più prima di trasferirsi.Poi a maggio un ammonimento al sacerdote suicida: "Al posto dell’omelia  don Carlo ha esortato i fedeli lì presenti ad assumere atteggiamenti di disobbedienza e di ribellione”. 

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