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MANIFESTAZIONE A ROMA/ Dopo la piazza la prova dell'esperienza

In piazza San Giovanni a Roma (Immagine dal web) In piazza San Giovanni a Roma (Immagine dal web)

Vede, direttore, io penso che nessuno si possa alzare in una stanza e dire a tutti: "io ho capito"; ciascuno di noi deve ripartire dal fatto che forse, anche rispetto al proprio padre, qualcosa non ha capito. Nelle parole di chi ci ha preceduto si trovano in effetti decine di citazioni che affermano apparentemente tesi contrapposte e che vengono usate a seconda dell'evenienza, dimenticando che nella Chiesa esistono punti oggettivi attraverso cui le parole assumono il loro autentico significato. Questo mi fa tornare alla mente quando, durante l'arianesimo, i cristiani trovavano nella Bibbia frasi in antitesi fra loro e se le sbattevano in faccia l'uno contro l'altro perdendo di vista il bisogno radicale che avevano di capire chi fosse Cristo. Se mi domando come si uscì da quella crisi, come si arrivò alla verità, non posso dimenticare che i Padri cappadoci portarono la Chiesa fuori dall'oscurità solo ridefinendo i termini e i giudizi della Tradizione a partire dall'esperienza contemporanea e concreta della fede. 

In poche parole: noi non capiamo e non dialoghiamo con i desideri degli altri (e tra gli incapaci mi ci infilo anch'io) per il semplice fatto che non capiamo e non dialoghiamo più con i nostri desideri, con la nostra esperienza. Sta quindi all'origine il nostro problema, non nella partecipazione o meno ad una manifestazione. La manifestazione (giusta, buona, bella) non ci eviterà mai "la" questione, non ci eviterà mai il bisogno di ricominciare a dialogare con noi stessi per comprendere nuovamente le parole che chi ci è padre ci ha detto. È quindi dentro di me, dentro l'esperienza che faccio io, che la realtà si fa trasparente e le parole, come i desideri, si chiariscono.

3. Detto questo, io non ho grandi risposte a tutte queste domande perché la vita è una strada che devo fare anch'io, non ho neppure soluzioni, ma so invece — con certezza — che un certo gioco che si sta facendo, attorno all'esegesi delle parole del papa come a quella dei comunicati dei principali movimenti e aggregazioni laicali del nostro paese, è un gioco diabolico che abilmente evita il cuore del problema e che salta i tre grandi temi della nostra epoca, ossia il bisogno di essere riconosciuti, la sensazione di essere stati traditi da qualcuno e la paura che la realtà sia, in definitiva, contro di me. Al di fuori di questi tre ambiti nulla è chiaro e tutto diventa dialettica, se non pretesto, per affermare o riaffermare sé.

Per tutti questi motivi, caro direttore, trovo pertinenti i rilievi contenuti nell'avviso di Comunione e liberazione. In esso, infatti, io non colgo un giudizio sul "che cosa bisogna fare" — ognuno infatti è stato lasciato libero — ma colgo un invito a tornare alle ragioni per cui si fa, a tornare all'esperienza. Ed è proprio di questo che io ho bisogno. 


COMMENTI
22/06/2015 - occorre essere onesti (maria sanvito)

Gentile signor Picchetto, noi siamo andati a Roma proprio perchè nella nostra vita seguiamo, a tratti anche con fatica, chi ci ha accompagna a guardare con serietà e consapevolezza il nostro desiderio. Mi permetto quindi di sottolineare che, non solo le "due strade non sono in alternativa", ma nella nostra esperienza non sono decisamente scindibili. Inoltre volevo chiederle di che desideri parla? dei capricci e delle voglie? delle mattane? se mi passasse per la testa di lasciare il marito per provare un po' a cambiare, io mi auguro di incontrare chi mi richiami, anche con fervore, ricordandomi che il mio desiderio domanda di più, che siamo fatti per altro! occorre essere onesti!

 
22/06/2015 - Grazie caro don Federico (Roberto Graziotto)

Grazie per questo tuo pensiero: riflettere a partire dal desiderio delle persone, da un desiderio che si verifica nella propria esperienza. Quind sei stato prudente nella tua lettera al direttore del "Sussidiario", parlando dell'utilità a breve termine di questa manifestazione romana, forse lo sono stato di meno nei miei giudizi sullo stesso tema nel gruppo che in Facebook alcuni amici ed io abbiamo chiamato "I contadini di Peguy". Parlo un attimo di una manifestazione simile che c'é stata ieri a Stoccarda e cui a partecipato anche il vescovo ausiliare di Rotenburg-Stoccarda, Thomas Maria Renz, dicendo che una tale manifestazione può servire per un dialogo con gli altri. Tu dice una cosa simile nella tua lettera, quando parli della mossa del dialogo dopo la bella manifestazione - anche quella di Stoccarda era gioiosa, c'erano il sole e palloncini che volano in aria per protestare contro il governo verde del Baden Württemberg, che vuole una riforma dei piani scolastici seconda la teoria dei generi ed è per un'apertura ai sessuali del matrimonio. Spero di cuore che sia vero ciò che dici tu. Dopo aver letto il resoconto degli interventi della coordinatrice della "manifestazioni per tutti" tedesca, Hedwig Beverfoerde, che io in un certo senso, prima della sua posizionarsi contro o in modo scettico nei confronti di papa Francesco ho stimato molto, avevo molti dubbi che ciò sia possibile, perché quasi tutti gli interventi erano di carattere ideologico e polarizzante. A Roma non so

 
22/06/2015 - Présence seulement de la présence! (Alfredo Fecondo)

...e perché tutto comincia sempre "dopo"? la prova dell'esperienza è anche il prima e il durante (le ragioni per andare, e restare, ad es. alla manifestazione, o agli esercizi, ragioni a cui il Gius sollecitava spesso in apertura degli esercizi spec. del clu: "qualunque sia la ragione per cui siete qua ecc."). L'esserci può mettermi in condizione di capire meglio. Non fu detto: "L'io si conosce in azione"?

 
21/06/2015 - a proposito di desiderio (Giuseppe Schillaci)

Mi permetto di citare, adattando, da un amico. Io ho il "desiderio" di essere ricco, ma siccome la natura ed i limiti che questa società ingiusta pone fanno in modo che io non lo sia (e questa situazione genera in me frustrazione), allora io ho bisogno di andare a rapinare una banca. Quello che non riesco a capire è perché tutti, dalla guardia giurata, alla polizia, al direttore fino all'ultimo impiegato, me lo vogliono impedire, oltretutto sostenendo in modo intransigente che quello che voglio fare è MALE. Ma se il mio è un "desiderio", e quindi in quanto tale è di per se stesso BUONO, allora loro sono medievali oscurantisti!

 
21/06/2015 - Negri parte 2 (Francesco Lepore)

Alla luce di tutto ciò, allora, la gratuità è ben direzionata, perché la gratuità non è assenza d’intelligenza, non è emotivismo, ma si concentra nei punti di maggior ragionevolezza affinché sia vissuta adeguatamente per arrivare, se Dio vuole, a risultati certi. Stiamo anche attenti che nelle valutazioni non prevalga l’idea che non ne vale la pena perché “tanto non si cambia niente”. A tal proposito un prete intelligentissimo di Milano ieri mi diceva: “Noi siamo stati subito con quelli che a Danzica, Cracovia, Varsavia, facevano grandi manifestazioni per la libertà della Patria, e non ci è mai venuto in mente che era inutile farle perché tanto il Comunismo non sarebbe caduto, che poi guarda caso è caduto. Non si può stabilire un nesso causale ma certamente le manifestazioni hanno dato il loro apporto”. Tutte le volte che nella valutazione di un gesto prevale l’analisi, prevale un atteggiamento non cattolico, perché l’analisi può essere ampiamente documentabile ma non è mai sicura e comunque non è la sicurezza che noi perseguiamo. La sicurezza che noi cristiani perseguiamo è quella della fede, e per questo voi siete molti di più, siete tutta la nostra Diocesi, e non soltanto perché l’Arcivescovo è con voi ma perché questa sensibilità ai grandi temi della vita e della persona, comincia a circolare là dove fino a poco tempo fa c'era il silenzio e la non conoscenza. La Madonna vi accompagni

 
21/06/2015 - Negri parte 1 (Francesco Lepore)

MONS. LUIGI NEGRI AI PARTECIPANTI IN PARTENZA PER LA MANIFESTAZIONE ORGANIZZATA DAL COMITATO “DIFENDIAMO I NOSTRI FIGLI” Sabato 20 giugno 2015 20/06/2015 - Ciò che fate esprime il cuore profondo della Chiesa quando si muove. Il cuore della Chiesa non batte per analisi statistiche, scientifiche, sociologiche, o in base ai sondaggi e previsioni ma si muove gratuitamente per dare a Cristo risposta alla Sua gratuità. Non c’è una ragione per questa azione gratuita, ci sono però possibili conseguenze, tuttavia l’accadere delle conseguenze dipende da moltissimi fattori: la libertà degli uomini, la provvidenzialità degli eventi, che è in mano soltanto a Dio, le coerenze e le incoerenze. Tutto ciò che può accadere è nelle mani di Dio. Il mondo sta perdendo il senso della persona, della famiglia, della nascita, del rispetto del mistero della vita, perciò dire che la nostra esperienza di fede e di comunione ecclesiale ci radica dentro una esperienza di vita buona, significa non approvare queste posizioni. Un tale giudizio è tanto più doveroso quanto più queste stesse posizioni stanno fornendosi di una serie d’interventi di carattere legislativo che possono obiettivamente modificare per anni l’assetto giuridico del nostro Paese per quanto concerne la realtà della famiglia e dei figli.

 
21/06/2015 - Valentina, non servono ricercatori... (Giuseppe Crippa)

Cara Valentina, basta usare i propri occhi ed osservare le foto della folla che riempie completamente la piazza e le vie limitrofe, poi leggere su wikipedia quanto è grande piazza san Giovanni (33 mila metri quadri, non 15 mila) ed infine utilizzare le nozioni di geometria apprese alle elementari per concludere che una realistica stima per difetto supera comunque abbondantemente il mezzo milione ed effettivamente con un po’ di ottimismo si potrebbe arrivare a stimare un milione di partecipanti. Concordo con te che la verità della Santa Battaglia (la definizione è tua e la trovo carina) non sta nei numeri ma nelle ragioni, che non mancano affatto. Te ne elenco soltanto una: ogni bambino ha il diritto di avere un papà ed una mamma. Grazie a te e buona serata.

 
21/06/2015 - Altra lettura per l'estate (Alberto Pennati)

Mi associo all'invito a leggere il Catechismo, suggerito da un attento ed affezionato lettore de Ilsussidiario, suggerendo anche la lettura dell'Apocalisse di San Giovanni Apostolo.

 
21/06/2015 - Un milione? Nemmeno la metà! (Valentina Timillero)

Copio una cosa (finalmente) seria dal sito dell'Huffington Post. E' la lettera di un ricercatore. "Ho visto che avete riportato nella home de l'HuffingtonPost.it la dichiarazione degli organizzatori del Family Day secondo cui i partecipanti sarebbero «più di un milione». Considerando il fatto che la maggior parte dei lettori non è abituata a fare stime sugli ordini di grandezza, credo che questa affermazione sarebbe meglio accompagnata da una precisazione su quanto questo numero sia implausibilmente lontano dalla realtà. Piazza San Giovanni ha una superficie di circa 15mila metri quadrati; per farci entrare un milione di persone è necessario stiparne 66 per metro quadrato. Considerando che la densità media di una folla è di circa 4 persone a metro quadro, per collocare una folla di 1 milione di individui sono necessarie 16 piazze San Giovanni. Anche ammettendo che la folla debordi nel parchetto e nelle vie adiacenti e che questo (siamo generosi) quadruplichi la capienza complessiva della piazza, mancano ancora 12 piazze e mezza stipate di persone per raggiungere i numeri vantati dagli organizzatori". Quindi, Adinolfi e Gandolfini e sigle varie, la verità della vostra Santa Battaglia non sta nei numeri, ma nelle ragioni (che mancano; ma questo è un altro discorso). Si sa però che una piazza (quasi) piena è in grado di galvanizzare chiunque, difficile resistere. Grazie

 
21/06/2015 - Dire tutta la verità è il vero dialogo! (giacomo rocchi)

Il gesto di amore che ieri noi, il milione di persone che eravamo a Piazza San Giovanni, abbiamo fatto non è stato solo nei confronti dei nostri figli; non è stato solo nei confronti della società, che rischia di essere ancor più deturpata da leggi inique in aggiunta a quelle che già ha approvato: è stato nei confronti di coloro che - in base ad una tendenza oggettivamente disordinata e a desideri che la natura indica essere illegittimi - sono illusi dalle lobby che spingono verso il matrimonio omosessuale, verso l'adozione dei figli alle coppie gay (con lo sfruttamento delle donne povere del terzo mondo: abbiamo amato anche loro!) a rivendicare una condizione ed uno status che non darà loro felicità; lobby che, contemporaneamente, vogliono negare il nostro diritto di educare i figli, vogliono negare che la famiglia - senza aggettivi - è il fondamento della società, vogliono impedirci di parlare in pubblico e di esprimere le nostre opinioni. Con loro è il dialogo, che non può che fondarsi sulla verità; se vuole, CL dialoghi con Scalfarotto e la Cirinnà ...

 
21/06/2015 - Genesi 3, 5 (marco nocetti)

Ringrazio Ilsussidiario.net per il bel dibattito che ha sviluppato sulla manifestazione (io c'ero!) del 20 giugno. Siamo stati lì per dire, anche a don Pichetto, che siamo di fronte al desiderio, vecchio come l'uomo, di essere uguali a Dio, di farsi (e disfarsi) a proprio piacimento anziché adeguarsi alla realtà come il Creatore l'ha fatta, al desiderio di non accettare limiti. Cosa c'è di buono in questo desiderio?!

 
21/06/2015 - ma quali desideri (Francesca Sanvito)

Mi sembra che qui ci voglia anche un po’ di onestà intellettuale… e vorrei chiederle: “Cosa intende lei quando parla di desiderio? Qualsiasi capriccio (come mi sembra di dedurre dall'esempio dei capricci del figlio)? Qualsiasi moto dell’istinto e delle proprie pulsioni?”. Forse lei non ha idea di che cosa sia l’esperienza dell’educazione. Da madre di quattro figli, posso francamente dirle che dei loro capricci io me ne frego! Mentre prendo molto sul serio l’esigenza di felicità del loro cuore e del mio cuore che tante volte, nell'esperienza quotidiana, si scontra con il mio e il loro limite (il capriccio appunto, la debolezza della mia istintività, la voglia di seguire la via più breve e più comoda per tenerli buoni). Le rivendicazioni di chi vuole nuovi “diritti civili” non sono fondate sui desideri del cuore dell’uomo, caro Signor Picchetto, ma sono il capriccio di chi vuole fare coincidere il proprio io con l’istintività e, come ha detto ieri Mario Adinolfi, in piazza io c’ero, sono conseguenza del fatto che l’uomo non accetta più l'esperienza del limite e quando con esso si scontra (ad. es. l’impossibilità di procreare) tenta di eliminarlo mettendosi al posto di Dio.

 
21/06/2015 - Dopo la piazza la prova dell'esperienza (Nidola Mario)

Egregio Pichetto, Mi permetto di fare un osservazione al suo articolo; non sono andato a Roma per gridare contro qualcuno ma semplicemente per affermare che una deriva individualistica della persona a me non piace; questo non vuol dire che non dialogo ma affermo la verità umana anzitutto. le lascio come spunto di riflessione personale le conclusioni (ma sarebbe interessante tutto il testo) di un famoso cardinale (Joseph Ratzinger). "La Chiesa insegna che il rispetto verso le persone omosessuali non può portare in nessun modo all'approvazione del comportamento omosessuale oppure al riconoscimento legale delle unioni omosessuali. Il bene comune esige che le leggi riconoscano, favoriscano e proteggano l'unione matrimoniale come base della famiglia, cellula primaria della società. Riconoscere legalmente le unioni omosessuali oppure equipararle al matrimonio, significherebbe non soltanto approvare un comportamento deviante, con la conseguenza di renderlo un modello nella società attuale, ma anche offuscare valori fondamentali che appartengono al patrimonio comune dell'umanità. La Chiesa non può non difendere tali valori, per il bene degli uomini e di tutta la società". La prova del nove, se uno ha incontrato qualcosa di bello, è che non vuole "salire più in alto" ma vuole stare dentro la realtà altrimenti è il dualismo. Saluti

 
21/06/2015 - E' l'oggetto che impone il metodo! (Giuseppe Schillaci)

Secondo me c'è un profondo errore nell'apprezzabile tentativo di Pichetto di raccapezzarsi in ciò che è accaduto il 20 Giugno. La "prova dell'esperienza" non è DOPO la piazza, ma INSIEME alla piazza. La piazza è un dissenso civile per sostenere iniziative parlamentari. È l'oggetto che impone il metodo! È semplice, seguitemi: a iniziative parlamentari tipo Scalfarotto e Cirinnà (OGGETTO 1), dissenso civile per supportare iniziative parlamentari (METODO 1). Al crollo delle evidenze (OGGETTO 2), la generazione di un soggetto nuovo (METODO 2). Pretendere di rispondere a Oggetto 1 con Metodo 2 è ideologico. (copyright dell'esempio: Daniele F.). Confondere i piani ci allontana dalla realtà. Come potrebbe essere successo a qualcuno ieri.

 
21/06/2015 - commento (Gianmario Forneris)

Lei ha ragione, l'una cosa non esclude l'altra anzi c'è bisogno di tutte e due. Non penso che nessuna delle persone accanto a me ieri in piazza pensassero di demandare a quel gesto la soluzione di tutto eludendo la necessità quotidiana della testimonianza e dell'accoglienza con le persone che si incontrano: basta riascoltare le testimonianze dal palco delle famiglie. Per questo credo che il suo giusto richiamo sia innanzitutto da rivolgere non a chi era lì ieri ma probabilmente a chi non c'era.

 
21/06/2015 - Questa estate rileggiamo anche il Catechismo (Giuseppe Crippa)

Il Suo articolo, don Pichetto, ed in particolare l’esempio del “figlio che fa i capricci” mi aiuta molto a riflettere su come ci si debba porre in questa contingenza ma mi sembra importante anche la constatazione che il male e il bene sono pur sempre un’oggettività che la Chiesa codifica “misericordiosamente” (il Suo è un termine di moda cui aggiungerei il più tenero e tradizionale “maternamente”).

 
21/06/2015 - desideri e sbaglio della mente umana (Francesco Lepore)

Vorrei aggiungere lista dei desideri quello di una madre che vuole uccidere il figlio, o quello dell'omicida di charleston o forse il desiderio di Hitler di sterminare gli ebrei!!! se li è dimenticati? sicuramente si è dimenticato del DESIDERIO di un milione di persone che a Roma non difendono dei valori ma riaffermavano la strada dove il desiderio si compia: la ragione. La ragione non come fatto astratto ma un guardare il reale x quello che è, come diceva GKC che 2+2 fa 4 o che le foglie sono verdi. Infatti il desiderio non è una categoria del pensiero ma un fatto dinamico, se non si compie si corrompe e diventa violento prima di tutto verso di sé. ciò che P chiama desiderio io chiamo utopia o “sbaglio della mente umana”. Quel popolo a Roma era risposta al desiderio, in qt riaffermava la strada con cui il desiderio si possa compiere, io ero lì a roma commosso e mi sentivo in compagna non tanto perché c'era un milione di persone ma in compagna di un uomo che mi ha voluto bene: il giuss. Le sue parole sempre corrispondenti ma sempre impopolari al ns comodo come era la piazza. Impopolari ma unica via al compimento del cuore. Ma ieri la piazza non solo era "verità" al compimento del cuore ma era anche "via" "vita" un popolo diverso proveniente da tanti carismi e da tutta italia ma unito e pieno di carità come i pugliesi che ci hanno offerto i taralli. chi c'era ha assistito all'avvenimento di Cristo, alla sua resurrezione e uno puo solo inginocchiarsi commosso e grato e compiuto.