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Cronaca

STUDENTE PRECIPITATO/ La gaffe del professore: la gita a Milano? E' andata bene

A più di tre settimane dalla morte di Domenico Maurantonio, emerge il documento con il quale il consiglio di classe della quinta E ha presentato gli studenti all’imminente esame di maturità

Domenico MaurantonioDomenico Maurantonio

A più di tre settimane dalla morte di Domenico Maurantonio, lo studente padovano precipitato dal quinto piano dell’hotel Da Vinci di Milano mentre si trovava in gita, emerge il documento con il quale il consiglio di classe della quinta E ha presentato gli studenti in vista dell'imminente esame di maturità. Si tratta dei compagni e degli amici di Domenico, gli stessi che secondo qualcuno non avrebbero raccontato tutta la verità su quei giorni: anche la stessa preside del liceo scientifico Nievo, Maria Grazia Rubini, sembra convinta che i ragazzi stiano nascondendo qualcosa: "Se hanno sbagliato, non volutamente, hanno bisogno di essere compresi anche loro, hanno bisogno di essere perdonati, se c’è qualcosa da perdonare", ha detto nei giorni scorsi ai microfoni del TG3. Il testo, redatto dal consiglio di classe e riportato oggi dal Corriere della Sera, contiene i commenti dei docenti sull’andamento degli alunni nel corso dell’anno: "La classe ha confermato vivacità intellettuale e discrete capacità logiche, ma non sempre vi è stata la disponibilità ad un lavoro rigoroso di assimilazione e rielaborazione di quanto veniva proposto durante le lezioni – scrive ad esempio la professoressa di Storia e Filosofia, Anna Marcellan - Una parte ha sottovalutato l’importanza dell’applicazione costante allo studio, confidando nelle proprie capacità di recuperare, in tempi brevi, quanto non realizzato con il lavoro quotidiano". Secondo la prof di Italiano e Latino, invece, la classe "ha dimostrato una partecipazione non particolarmente attiva al dialogo educativo e un limitato interesse, o comunque non costruttivo, per la disciplina. Mancano, in generale, motivazioni più autentiche e personali allo studio. Le lezioni hanno avuto, per lo più, carattere di spiegazioni ex cathedra, nonostante i ripetuti e insistenti tentativi di sollecitare un dialogo e una riflessione collettiva, anche per la fatica da parte di alcuni a mantenere un comportamento disciplinato e consono". Infine la clamorosa gaffe del professore di Disegno e Storia dell’Arte, Luigi Boscardin: "Con sincera partecipazione ed entusiasmo la classe ha contribuito al buon esito della visita all’Expo di Milano nei giorni 9 e 10 maggio". Sono proprio i giorni in cui è morto Domenico.

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