BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

STRAGE IN TUNISIA/ Essere padre di un attentatore e il dramma (senza risposta?) di quelle domande

Pubblicazione:martedì 30 giugno 2015

Seifedinne Rezgui (Immagine dal web) Seifedinne Rezgui (Immagine dal web)

Nemmeno suo padre avrebbe potuto scorgere il lampo della follia nel suo trascinarsi lento e tranquillo, in costume, sulla spiaggia, con in mano un kalashnikov. “Me lo indottrinano così”. Chi, perché? Com’è possibile, in un ambiente universitario, per sua definizione aperto alla ragione e agli uomini? Siamo colpevoli per le colpe dei figli? Se i figli ci odiano. Se disprezzano la nostra vita e quel che crediamo. Se frequentano amicizie che mai consiglieremmo, e che ci preoccupano. Se ci rinfacciano scelte, stili di vita. Se ci sbattono in faccia i nostri errori, i nostri fallimenti. O semplicemente se ci ignorano, indifferenti e lontani. Il buon senso ci dice che è loro responsabilità. La fede ci dice che è libero arbitrio, che il male non si appiccica come un virus fatale, ma è scelto, confermato, più o meno coscientemente. Ma c’è un tarlo che rode, e fa male, e ci lascia soltanto più offesi, impotenti e fragili.

Qualcosa dobbiamo aver sbagliato. Qualcosa sarà mancato, e poco importa consolarsi riconoscendo che non siamo perfetti, che capita a tutti. Un dosaggio erroneo di severità e lassismo. Una trascuratezza dovuta ad egoismi o troppe vote alla pressione del lavoro, della povertà, dell’ignoranza. Non tutto sarà dipeso da noi. Ma qualcosa sì, lo sappiamo, e ci distrugge il pensiero, perché non abbiamo “prima” intuito, agito, cercato aiuto, sostegno.

Com’è possibile, ci raccontiamo oggi. Che diamo così poco o scontato conto alla famiglia. Che la trasciniamo stancamente secondo modalità tradizionali senza più fiducia e tenacia. Che non abbiamo più alcuna autorità sui nostri figli, ovvero stima e rispetto, per una strada che sappiamo segnare. Com’è possibile. Il diavolo, probabilmente. Ma anche noi non ne siamo immuni.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.