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IL CASO/ Stephen Hawking, così l'amore per la vita batte l'eutanasia

Pubblicazione:venerdì 5 giugno 2015

Stephen Hawking (Infophoto) Stephen Hawking (Infophoto)

Lui avrebbe voluto morire ma sua moglie, racconta, "per fortuna" ha voluto che tornasse a Cambridge, e disse un no fermo alle profferte dei medici. Consentendogli di continuare i suoi studi. Anche di lasciarla per amore di un'altra donna. Da uomo libero, nel bene e nel male. Hawking ha sempre trovato il modo di comunicare con quello che sembrava l'ultimo muscolo a disposizione. E continua a farlo, a scrivere libri, a spiegare e spalancare al mondo l'abisso e il miracolo. 

E' lui stesso a incarnarli. E' lui stesso, come ogni uomo, ma lui all'ennesima potenza, a vivere bene e male in modo così evidente sulla sua pelle, in ogni sua fibra, da porsi come interrogativo pulsante ad ogni sua apparizione. No, non è pietà quella che attira su di sé, o solamente ammirazione. E' una domanda: come fa? A non essere morto, ad essere così tenacemente attaccato alla vita, ad ogni attimo, proprio sapendo che potrebbe essere l'ultimo. Com'è possibile, che gli sia chiesto tanto e che lui sappia dare tanto. Com'è possibile, che nonostante tutto non sia disperato. Che sia capace di ironia, di voglia di darsi agli altri. 

Guai se avesse chiesto di morire, solo e ignorato, in un'anonima e asettica stanza di un hospice. Si chiamano così, oggi, quando il termine significava accoglienza di un ospite, comunque temporaneo, a amato per tutto il tempo dato. Che Hawking abbia mille volte preferito morire non stupisce affatto. Ciascuno di noi l'avrebbe voluto mille volte, al suo posto. Che Hawking abbia voluto continuare a vivere, questo stupisce e commuove. Perché è così evidente che la sua vita ha un senso. La sua e quella di tutti, perché il senso non è dato dal genio o dall'utilità, ma dall'esserci. Per disperazione si può voler scomparire. Ma è per speranza e passione che si decide di vivere. Mario Melazzini ha provato la stessa voglia di farla finita. Ha capito che poteva, finché poteva, dedicarsi a dare — come medico, come padre, uomo. Non ha mai detto che sia stato facile. Melazzini ha incontrato Cristo. Hawking no, non ancora, è troppo arrabbiato, e come giudicarlo, noi che faremmo? Ma gli capiterà di chiedergli tutto, con puntigliosa genialità, quando lo incontrerà, in qualche spazio lontano, attraversato il varco, quando tutto sarà perdonato.



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COMMENTI
05/06/2015 - una buona morte (claudia mazzola)

Ho visto tanta gente morire anche di gravi malattie, volti cari che mi mancano. Tuttora ho parenti malati di cancro, nessuno si è o vuole farsi uccidere. L'unica cosa chiedono al Signore è di venirli a prendere, si capisce che non hanno tanta voglia di morire e si affidano a Dio. E comunque sia fatta sempre e solo la Sua volontà.