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PAPA A SARAJEVO/ Francesco, costruire la pace nella "Gerusalemme" d'Europa

Papa Francesco (Infophoto) Papa Francesco (Infophoto)

La pace si fa. Ci sono i costruttori menzogneri della pace — così li chiama il Papa — quelli che la annunciano solo a parole, e poi ci sono gli "artigiani" che la costruiscono davvero ogni giorno, gesto dopo gesto, dimostrando fraternità e misericordia. Per la pace ci vogliono mani d'artigiano, da falegname non a caso. "La guerra significa bambini, donne e anziani nei campi profughi; significa dislocamenti forzati; significa case, strade, fabbriche distrutte; significa soprattutto tante vite spezzate. Voi lo sapete bene, per averlo sperimentato proprio qui: quanta sofferenza, quanta distruzione, quanto dolore! Oggi, cari fratelli e sorelle, si leva ancora una volta da questa città il grido del popolo di Dio e di tutti gli uomini e le donne di buona volontà: mai più la guerra!". 

La volontà di pace non nasce da uno sforzo intellettuale coi denti stretti e con i sorrisi da foto tra capi di stato. La pace è un desiderio dell'uomo che nasce con lui. Solo così ogni mia parola sarà vite, chiodo, pialla, legno, asse, corda, peso, fondamento e ponte, per costruire la pace. No Man's Land vuol dire "terra di nessuno" ed anche il titolo di un famoso film sulla guerra girato da queste parti. Nella terra di nessuno non c'è la guerra ma neppure la pace: non c'è nessuno. Il Papa invece vuole una terra di tutti, una terra di pace. Un luogo le cui coordinate geografiche sono quelle del dialogo e della fatica piccola e paziente: del fare il bene quotidiano, quello possibile. 

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