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FORMAGGI SENZA LATTE/ Il clamoroso "autogol" dell'Italia (di cui nessuno parla)

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Il resto è recente storia: la Commissione europea ha comunicato all'Italia che la sua legge nazionale che vieta l'uso di latte in polvere, latte concentrato e latte ricostituito per produrre yogurt, caciotte, robiole e mozzarelle, rappresenta una restrizione alla "libera circolazione delle merci". Così, dopo il cioccolato senza burro di cacao e il vino senza uva, avremo anche il formaggio senza latte. 

Sarebbe tuttavia interessante capire le ragioni di tale interpello da parte del sig. Rossi che, naturalmente, oggi se ne guarda bene di rivendicare i suoi meriti. Meglio che, ancora una volta, gli italiani ringrazino quei cattivoni di Bruxelles.

 

In collaborazione con www.think-in.it

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COMMENTI
11/07/2015 - Il Formaggio senza Latte (Luciano Braschi)

Vi immaginate che "bontà" - ad esempio - il Parmigiano Reggiano o il Grana Padano fatti con il latte in polvere? Ma altre, tante e ben più gravi sul piano etico, morale, economico e culturale sono le vere e proprie "follie" - con le conseguenze dell'attuale disastro e degrado in tutti i campi - cui ci ha già condotto e continuerà a condurci questa Europa le cui istituzioni - come del resto anche quelle delle singole nazioni - sono veramente "malate". Non è questa l'Europa che pensavano e volevano i Padri Fondatori: De Gasperi, Adenauer, Schumann... Per cui dico: NON GREXIT MA ITALEXIT! Le conseguenze, i disagi e i danni saranno per l'Italia e gli italiani sempre minori rispetto a quello che ci riserva il futuro..

 
10/07/2015 - Con o senza? (Piero Morandini)

Mi stupiscono sia il titolo che la conclusione dell'articolista secondo cui "avremo anche il formaggio senza latte". Questo non è vero visto che nell'articolo si specifica che potrà essere usato "latte in polvere, latte concentrato e latte ricostituito". Non so dare un giudizio se un formaggio siffatto sia diverso nella salubrità (non credo) o nel sapore (possibile), perchè non rientra fra le mie competenze, ma mi piacerebbe che si discutesse di questo e lo si facesse a partire da eventuali studi al riguardo. Se il criterio per giudicare un innovazione alimentare (di prodotto o di processo) fosse solo quello che prima si è fatto sempre (o non si è fatto mai) in un certo modo, cioè la tradizione, allora dovremmo rifiutare una quantità incredibile di cibi e bevande moderni. Se è salubre e di gusto accettabile, io non ho problemi a consumarlo.