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COMMESSA INSULTATA/ La direttrice: speravo che fossi sterile. E' mobbing contro una mamma

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Brutto episodio accaduto in un negozio di Firenze e che risale a cinque anni fa. Una commessa diventa mamma di due gemelle, figli lungamente attesi perché ha già 40 anni di età. Quando torna dalla maturità però non si aspetta l'attacco furioso della direttrice del negozio di telefonia in cui lavora. Dapprima viene minacciata di licenziamento, poi le viene negato il part time, poi subisce un vero attacco a base di insulti assortiti solo perché una mattina arriva in ritardo, dopo aver avvertito, perché uno dei figli non sta bene e deve portarlo in ospedale. Al telefono la superiore le dice in sostanza: "Per colpa tua e dei tuoi figli ho dovuto assumere un'altra persona, se non vieni al lavoro alle 15.30 in punto ti faccio il c.., mi sono rotta i c… di te e dei tuoi figli e non me ne frega un c… se tua figlia sta male  procurati una f… baby sitter, vendi l'auto se non puoi pagartela, devi rientrare al lavoro di corsa e stai attenta perché questo è l'ultimo avvertimento che ti do". Così riportano gli atti del processo che in prima istanza aveva dato ragione alla direttrice definendo il suo solo un "deprecabile diverbio" ma che per i giudici dell'appello rappresenta mobbing tanto che hanno ribaltato. Agli atti anche queste parole della direttrice: "Scordati il part time che mi hai chiesto, devi farti il c… a lavorare dato che sei una super mamma e hai voluto dei figli… vedremo quanto sei dura; ti ho assunto sperando fossi sterile ed è solo grazie alle terapie che me lo hai tirato in c…".



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