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PAPA/ Il crocifisso con la falce e il martello lo porto a Roma, l'incontro con i giornalisti

Papa Francesco ha parlato con i giornalisti a bordo del volo che lo stava riportando a Roma al termine del viaggio in America Latina, ecco cosa ha detto

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Di ritorno dal lungo viaggio in America latina, papa Francesco come di consueto ha incontrato i giornalisti a bordo dell'aereo che lo riportava a Roma. Un lungo incontro in cui ha toccato il viaggio ma anche temi come la Grecia, senza rinunciare al suo abituale umorismo ("Il mate mi aiuta, ma non ho assaggiato la coca eh"). A proposito del discusso crocifisso con falce e martello che gli ha donato il presidente della Bolivia, ha spiegato che non sapeva che era stata una idea di padre Espinal, il gesuita ucciso nel 1980 e che sebbene possa essere considerato arte di protesta ha deciso di portarlo con sé. Padre Espinal, ha detto, era attratto dalla teologia della liberazione che ai suoi tempi era molto di moda in America latina: "Espinal è un entusiasta di questa analisi della realtà marxista, ma anche della teologia, usando il marxismo. Da questo è venuta quest’opera. Anche le poesie di Espinal sono di quel genere di protesta, ma era la sua vita, era il suo pensiero, era un uomo speciale, con tanta genialità umana, e che lottava in buona fede". Ha poi ripreso quanto detto al convegno dei movimenti popolari: “Io sono vicino a questo, perché è un fenomeno in tutto il mondo, in tutto il mondo. Anche in Oriente, nelle Filippine, in India, in Tailandia. Sono movimenti che si organizzano fra loro non solo per fare una protesta, ma per andare avanti e poter vivere. E sono movimenti che hanno forza, e questa gente, che sono tanti e tanti, non si sente rappresentata dai sindacati, perché dicono che i sindacati adesso sono una corporazione, non lottano – adesso sto semplificando un po’ – ma l’idea di tanta gente questa gente è che non lottano per i diritti dei più poveri.  E la Chiesa non può essere indifferente. La Chiesa ha una Dottrina sociale e dialoga con questo movimento, e dialoga bene. Voi avete visto: avete visto l’entusiasmo di sentire che la Chiesa non è lontana da noi, la Chiesa ha una dottrina che ci aiuta a lottare per questo. E’ un dialogo. Non è che la Chiesa fa una opzione per la strada anarchica. No, non sono anarchici: questi lavorano, cercano di fare tanti lavori anche con gli scarti, le cose che avanzano; sono lavoratori davvero”. A questi movimenti, ha detto ancora, ha dato la dottrina sociale della Chiesa, il suo discorso è stato un riassunto di questa dottrina: "Tutto quello che ho detto è dottrina sociale della Chiesa, e quando devo parlare al mondo dell’impresa dico lo stesso, cioè che cosa dice del mondo dell’impresa la Dottrina sociale della Chiesa. Per esempio nella Laudato si’ c’è un pezzo sul bene comune e anche sul debito sociale della proprietà privata che va in quel senso; ma è applicare la Dottrina sociale della Chiesa”. E a proposito della Grecia: "I governanti greci che hanno portato avanti questa situazione di debito internazionale hanno una responsabilità. Con il nuovo governo greco si è avuta una revisione, un po’ giusta. Io mi auguro che trovino una strada per una soluzione del problema greco e anche una strada di sorveglianza per non ricadere anche in altri Paesi nello stesso problema. Questo ci aiuti ad andare avanti perché quella strada dei prestiti, dei debiti alla fine non finisce mai”.

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