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CANNABIS LEGALE?/ Mancano lavoro, formazione e sicurezza e c'è chi pensa agli spinelli

Pubblicazione:venerdì 17 luglio 2015

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L’irresponsabilità è uno dei mali più subdoli della nostra epoca, ha ribadito più volte papa Francesco nella sua ultima enciclica Laudato si': soprattutto per le gravi conseguenze che porta con sé, a danno delle presenti e future generazioni. Non sono parole vuote e lontane dalla realtà, quelle di papa Francesco, e un esempio lampante dell’irresponsabilità di chi ci governa lo vediamo nella proposta per legalizzare la cannabis presentata da 218 parlamentari a Montecitorio. L’iniziativa vuole modificare, ampliandoli, i quantitativi di cannabis detenibili già a partire dai 18 anni; vuole concedere la coltivazione domestica o in forma associata di piante di cannabis; la vendita al dettaglio in negozi specializzati, e la prescrizione di cannabis a fini terapeutici.

Sorprende innanzitutto che si tratti di una proposta “trasversale”, segno che ormai anche i partiti fino a qualche tempo fa più attenti ai rischi delle droghe stanno cedendo sui valori e sui limiti fondanti la loro appartenenza, forse in cambio di voti e potere. Colpisce però anche il fatto che nonostante tutte le consapevolezze sulla pericolosità di questa droga, ormai accertate da anni da tutte le discipline mediche specifiche (dalle neuroscienze alla cardiologia, dall’immunologia alla pneumologia), ci siano ancora persone capaci di favorire l’utilizzo di una droga già al vertice dei consumi tra tutte le altre, e naturalmente al vertice dei guadagni delle organizzazioni criminali.

La proposta è stata accompagnata dalla creazione di un sito internet, la cui home page è corredata da citazioni di personaggi di diverso rilievo a sostegno del tema. Spicca ad esempio il nome di Umberto Veronesi: lascia perplessi però vedere un medico, considerato il massimo esperto della lotta al tumore, sostenere il consumo di una droga che provoca il cancro alla gola, ai polmoni e all’apparato digerente. Ancora più inquietante il fatto che nella sezione “Documenti” del sito non siano ad oggi presenti documentazioni scientifiche che presentano a 360 gradi tutti gli aspetti sociali e medici legati al consumo di questa droga. Non sono peraltro presenti links ai più autorevoli istituti che da anni studiano la cannabis, tra i quali senza andare troppo lontano citiamo il nostro Dronet con la sua impressionante pubblicazione Cannabis e danni alla salute.

Il cittadino che deve capire e valutare una proposta politica ha infatti il diritto di essere adeguatamente informato su un argomento, così come ne avrebbe diritto il giovane che a partire dai 18 anni potrebbe detenere fino a 20 grammi di cannabis. Una quantità “modica” secondi i parlamentari firmatari, ma che tanto modica non è, se si pensa che il governo francese aveva varato una campagna contro la cannabis anche sulle strade: “Sulla strada la cannabis fa 230 morti all’anno” diceva uno dei cartelloni sull’autostrada francese… (riportato in C. Risé, Cannabis. Come perdere la testa e a volte la vita, San Paolo). E fa paura pensare che quel ragazzo di 18 anni potrebbe essere uno di quei 230, e magari nostro figlio.


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COMMENTI
18/07/2015 - i lettori scelgano (antonello vanni)

I lettori scelgano tra basarsi su slogan o informarsi. Ho riportato uno studio del Dronet, un volume enorme di dati e ricerche sui danni della cannabis. Il volume (uno dei molti) è on line: basta leggerlo per poi valutare se è il caso o no di usare la cannabis. Come ho detto, sostengo l'informazione a 360 gradi, quindi è corretto conoscere i pro e contro di questa droga. Vedete voi se metterla a disposizione dei cittadini.

 
17/07/2015 - Legalizzare è giusto e conviene (Alex Queiro)

Articolo di stampo proibizionista che delinea concetti ampiamente smentiti dalla comunità scientifica attuale. Di cannabis non è mai morto nessuno, neanche per strada. Tutti gli incidenti dove nel sangue delle vittime erano presenti residui thc (sostanza che lascia tracce fino a 4 giorni dall'utilizzo) sono stati causati dall'alcool, ma ovviamente per la stampa è più fuorviante dire che si trattava di "drogati alla guida". Chiunque abbia mai consumato cannabis sa per certo che si rimane consapevoli dei limiti, e credetemi uno fatto di cannabis non si mette alla guida, e se lo fa è meno pericoloso di una persona sobria (http://freeweed.it/studio-nhtsa-guida-sotto-effetto-cannabis-non-aumenta-rischio-incidenti/) La cannabis causa il cancro? Tutto il contrario. In ambito medico può essere usata per curarlo invece, e se è un oncologo a parlare contro questa pianta dalle eccezionali proprietà curative si capisce bene che dietro ci siano interessi economici non irrilevanti. È stato infatti confermato che la cannabis ha delle proprietà antitumorali. Immaginatevi un drastico calo dei tumori in Italia, chi sarebbe a guadagnarne? (http://www.cancer.gov/about-cancer/treatment/cam/patient/cannabis-pdq#section/all). Legalizziamola, per combattere il narcotraffico, per proteggere i consumatori che inconsapevolmente assumono sostanze tossiche presenti nell'erba di strada, per ricavare reddito per i cittadini, e soprattuto perché in fondo si tratta solamente di una pianta.

 
17/07/2015 - Cervelli che fumano (claudia mazzola)

In un paese dove si pubblicizza cibo bio per cani e gatti fa strano questo pensiero?