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Cronaca

CASO CROCETTA/ Intercettazioni, frasi shock su Lucia Borsellino. La procura smentisce ma L'Espresso conferma: quella telefonata esiste

“Lucia Borsellino va fatta fuori come suo padre”. È la frase choc pronunciata dal medico Matteo Tutino, primario di Villa Sofia, intercettato al telefono con Rosario Crocetta

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E’ ormai botta e risposta a distanza tra la procura di Palermo e L’Espresso che ieri ha anticipato l’intercettazione telefonica tra Rosario Crocetta e il suo medico personale Matteo Tutino su Lucia Borsellino. Dopo una prima smentita, il procuratore Franco Lo Voi ha ribadito oggi che la conversazione "non è agli atti di alcun procedimento di questo ufficio e neanche tra quelle registrate dal Nas". Non si è fatta attendere la replica de L’Espresso che, in un articolo a firma del direttore Luigi Vicinanza, scrive ancora una volta che "quella telefonata – orrenda, imbarazzante – esiste. Purtroppo". L'Espresso, si legge ancora, "non ha inventato nulla, non ha aggiunto nulla e non ha nascosto nulla. Ha avuto una notizia, l'ha verificata e l'ha pubblicata. Del tutto indifferente a eventuali strumentalizzazioni politiche". Vicinanza conferma quindi che Tutino, al telefono con Crocetta, avrebbe detto che Lucia Borsellino "va fatta fuori come suo padre".

"L’intercettazione tra il dottor Tutino ed il presidente Crocetta, di cui riferisce la stampa, non è agli atti di alcun procedimento di questo ufficio e neanche tra quelle registrate dal Nas". Lo ha ribadito il capo della Procura di Palermo, Franco Lo Voi, mentre nelle scorse ore il colloquio telefonico era nuovamente stato confermato da L’Espresso che ieri ha diffuso la notizia scatenando la bufera sul governatore siciliano Rosario Crocetta. La vicenda si tinge quindi di giallo, ma le reazioni non si placano tra chi chiede le sue dimissioni e chi invece considera la smentita della procura una conferma della sua estraneità ai fatti. “Ieri si è consumata questa vicenda che ha visto nelle dichiarazioni del procuratore Lo Voi mettere un punto. Credo che compito del Pd sia prendere con serenità atto delle parole di Lo Voi, farne anche noi un punto e cominciare a separare in maniera netta le vicende politco-amministrave da quelle di carattere giudiziario – ha detto il segretario regionale del Pd Fausto Raciti - Credo che da questo punto di vista il Pd siciliano abbia fatto bene a mantenere una linea di prudenza in questa vicenda". Diverso il commento del deputato regionale del Pd, Fabrizio Ferrandelli: "Intercettato o no il problema è politico e c'è chi, per non staccare la spina a Crocetta e votare a ottobre 2015, cerca ancora #amenzascusa!", ha scritto su Twitter.

Rita Borsellino ha inviato ieri un sms al governatore siciliano Rosario Crocetta, “scrivendogli di non presentarsi alle manifestazioni in via D'Amelio perché non sarebbe una persona gradita”. Lo ha fatto sapere Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso dalla mafia il 19 luglio 1992, ospite di 24Mattino di Alessandro Milan su Radio 24. “Rita gli ha scritto ieri dopo che si sono diffuse le prime notizie che davano per certa l'intercettazione che riguarda Crocetta. Lo stesso pensavo io ieri. Ora però sospendo il giudizio – ha aggiunto - Se le intercettazioni fossero in realtà una macchina del fango sarebbe un atto di sciacallaggio, aspetto che lo dica la magistratura. Ma in questo momento di incertezza Crocetta farebbe bene a evitare di presentarsi. Credo che non si presenterà, forse non l'avrebbe fatto Cuffaro ma Crocetta è una persona più sensibile umanamente”. Se l'intercettazione è reale, ha spiegato ancora Borsellino a Radio 24, "è di una gravità estrema. Anche solo il fatto che Tutino abbia potuto dire una frase del genere vuol dire che riteneva di essere in condizione di farlo. Se ha ritenuto di potergliela dire significa che poteva farlo senza paura che Crocetta corresse da un magistrato per denunciare una minaccia del genere. Il che già è gravissimo. Se invece la notizia è stata costruita ad arte vuol dire che il degrado della vita politica in Italia è a livello intollerabile".

"Lucia Borsellino va fatta fuori come suo padre”. È la frase choc pronunciata dal medico Matteo Tutino, primario di Villa Sofia, intercettato al telefono con il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta. Una frase che è stata ripresa ieri dai media, dopo la notizia lanciata da “L’Espresso”. Ma nel tardo pomeriggio di ieri, il procuratore della Repubblica di Palermo Francesco Lo Voi ha diramato un comunicato, smentendo la notizia. «Agli atti di questo ufficio e in particolare nell'ambito del procedimento nel quale è stata emessa l'ordinanza di arresti domiciliari nei confronti del Tutino non risulta trascritta alcuna telefonata tra il Tutino e il Crocetta del tenore sopra indicato», si legge nel comunicato, che continua: «Analogamente i carabinieri del Nas che hanno condotto le indagini nel suindicato procedimento hanno escluso che una conversazione del suddetto tenore tra i predetti sia contenuta tra quelle registrate nel corso delle operazioni di intercettazioni nei confronti del Tutino». Ma da “L’Espresso" arriva la controreplica, in cui la direzione ribadisce quanto pubblicato ieri, chiarendo che si tratta di un’intercettazione tra il presidente della Regione Siciliana e il primario Matteo Tutino che risale al 2013.

«Inevitabili le dimissioni di Crocetta e nuove elezioni. Quelle parole su Lucia Borsellino sono una vergogna inaccettabile». Lo ha detto con un Tweet il sottosegretario siciliano del Pd Davide Faraone. Intanto nel pomeriggio di ieri è stata sospesa la riunione di gruppo del Pd, come sospeso resta Crocetta e il futuro del suo governo. «Questo è il massacro di un uomo, ho pensato anche di farla finita, è stato il giorno più brutto della mia vita...». E’ lo sfogo del governatore sulle colonne del “Corriere della Sera”. Crocetta ha spiegato di non aver sentito pronunciare quella frase sulla figlia del magistrato ucciso dalla mafia. E ha continuato: «Non sapevo come replicare a una enorme assurdità come questa volgare frase. E allora, davanti alle certezze di troppi, pronti a prendere per oro colato una falsità, ho pensato forse di non avere sentito per colpa di una zona d’ombra. Chissà, forse Tutino parlava al telefono e io non sentivo. D’altronde, anche secondo quelle infondate indiscrezioni, nella telefonata non replicavo. E mi accusavano del silenzio. Ma se avessi captato una cosa del genere sarei andato a cercare Tutino per prenderlo a mazzate. Adesso che la Procura smentisce, non so più cosa dire, perché in sei ore mi hanno trasformato in un mostro». Intanto Lucia Borsellino è avvilita: «Non posso che sentirmi intimamente offesa e provare un senso di vergogna per loro, per chi ha detto quelle frasi». (Serena Marotta)

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