BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

FAMILY DAY/ "Impegnarsi per abrogare le leggi contro vita e famiglia non serve": falso, ecco perché

In piazza per la famiglia (Infophoto)In piazza per la famiglia (Infophoto)

Come ha detto A. Mantovano, nel suo intervento del 20 giugno a piazza san Giovanni: «La forza di questa piazza dà coraggio a tutti. Dà coraggio al genitore che rifiuta di mandare il proprio bambino in un 'campo di indottrinamento' gender (l'espressione è di Papa Francesco); questa sera tocchi con mano che non sei solo: hai al tuo fianco centinaia di migliaia di amici. Dà coraggio gli insegnanti: puoi sottrarti alla 'colonizzazione ideologica' (anche qui il copyright è di Papa Francesco), ti diamo una mano tutti! Dà coraggio ai nostri amici parlamentari […]! Dà coraggio a ogni famiglia per affrontare le difficoltà quotidiane e concrete».

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
04/07/2015 - Impegno e speranza (Francesco Bosi)

Ringrazio il prof. Giacocmo Samek Lodovici per questo contributo, puntuale e documentato: innanzitutto ci aiuta a ricordare il cuore del problema, cioè il dovere del cristiano di annunciare la Veirtà indipendentemente dall’esito. E lo fa citando fonti bilbiche, encicliche e testi fondamentali (p.e. Pinckaers), sottolineando il valore intrinseco di un’azione buona e la bellezza della virtù. Entrando in merito della questione attualmente molto dibattuta relativa all’opportunità dell’impegno pubblico, confuta, dati alla mano (dal’Europa all’America…), l’opinione secondo la quale l’intervento sarebbe inutile, e sottolinea la grande importanza dell’azione “preventiva” (prima del varo di una legge ingiusta). Evidenzia inoltre due elementi intrinsecamente positivi: il risveglio delle coscienze che si accompagna a queste manifestazioni, e la possibilità di “tornare indietro” rispetto a leggi ingiuste. E soprattutto fuga ogni istinto di arrendevolezza o pessimismo nei confronti del pensiero unico dominante che, come le dittature, appare invincibile ma che invece si può e si deve fronteggiare, con coraggio e speranza. Come molte testate “laiche” hanno notato loro malgrado (altro effetto della manifestazione del 20 giugno), c’è una parte della società civile ancora vigile e pronta a “metterci la faccia”, come si fece conto i regimi totalitari. Nel motivare quindi la necessità e l’utilità dell’impegno pubblico, l’articolo ravviva la speranza, dando delle solide ragioni. Francesco Bosi