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SCAMBIO DI CULLA/ Lo scopre dopo 26 anni: adesso chiede 9 milioni di risarcimento

Uno scambio nella culla ha segnato l’esistenza di Antonella, che oggi chiede alla Regione Puglia un risarcimento di nove milioni di euro. Un errore scoperto su Facebook

Immagine d'archivio Immagine d'archivio

Uno scambio nella culla ha segnato l’esistenza di Antonella, che oggi chiede alla Regione Puglia un risarcimento di nove milioni di euro. Un errore, scoperto per caso su Facebook, nel 2012, trovando una foto che ha evidenziato delle somiglianze: una troppo simile alla sorella dell’altra, che somigliava a sua volta alla madre. Entrambe le ragazze sono nate il 22 giugno del 1989 nell’ospedale di Canosa. Un parto cesareo, poi l’errore che ha segnato le loro vite. Dalla scoperta alla certezza: è stato effettuato l’esame del Dna che ha chiarito che in realtà Antonella è figlia di Michele e Caterina e non di Loreta e Vito, che anni fa l’hanno data in adozione ad una famiglia di Foggia. Chiarito l’errore adesso Antonella chiede alla Regione tre milioni di risarcimento, due milioni ciascuno li chiedono i suoi veri genitori e il suo vero fratello. Facciamo un passo indietro. È il 1990 quando quello che Antonella credeva essere suo padre, abbandona la famiglia e va a convivere con una nuova compagna, mentre la madre presunta della ragazza si trasferisce a Torino, così i tre fratelli vengono dati in affidamento prima ai nonni e poi ad un istituto: Antonella viene successivamente affidata ad una famiglia di Foggia che la adotta nel 2008. Si tratta di quelli che lei oggi considera i suoi veri genitori, dopo aver patito la fame e essere stata picchiata da Vito, che non vede più da quasi 10 anni. Mentre Lorena, la bambina che Michele e Caterina credono essere la loro figlia, era indisciplinata, “non voleva andare a scuola”, ha tenuto nascosto il fidanzamento con un ragazzo che poi è diventato suo marito. Michele e Caterina «hanno cercato di instaurare un rapporto soddisfacente con la figlia Antonella senza ottenere il risultato sperato», dice il loro avvocato Salvatore Pasquadibisceglie, come scrive il quotidiano “La Gazzetta del Mezzogiorno”. Adesso si attende il processo, che si terrà a settembre presso il Tribunale di Trani. (Serena Marotta) 

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