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UNIONI GAY/ Strasburgo condanna l’Italia: le riconosca subito. Salini (Ncd): "Unico matrimonio giuridicamente valido è quello tra uomo e donna"

L’Italia deve riconoscere i diritti delle coppie gay. Lo ha deciso la Corte europea dei diritti dell'uomo che ha condannato l'Italia per la violazione dei diritti di tre coppie omosessuali 

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La sentenza della Corte di Strasburgo, che ha imposto all'Italia il riconoscimento delle coppie omosessuali, è stata accolta con disappunto dai partiti conservatori, che non vedono di buon occhio l'ingerenza della Corte europea. L'europarlamentare di Ncd Massimiliano Salini ha commentato la sentenza, ricordando che "l’unico matrimonio giuridicamente valido è quello tra uomo e donna" e chiedendo al Parlamento uno sforzo per difendere "questa verità". Salini ha giudicato "controversa" la sentenza della Corte di Strasburgo, mettendo in guardia dall'interpretazione data da alcuni esponenti del Pd che "rischia di diventare un’invasione di campo che vuole imporre l’equivalenza fra la famiglia naturale e la neo-costituita famiglia gay".  

La sentenza della Corte di Strasburgo, che ha imposto all'Italia di riconoscere legalmente i diritti delle coppie omosessuali, è stata accolta con freddezza dagli esponenti di Area Popolare Maurizio Sacconi e Carlo Giovanardi, secondo cui la sentenza ha bocciato le richieste di matrimonio. "Sembrerebbe esservi un modo di adempiere alla sentenza, che peraltro fa riferimento a tutte le convivenze, etero e omosessuali, senza creare i presupposti per l'estensione giurisprudenziale dell'istituto matrimoniale, delle adozioni e delle provvidenze pubbliche riservate alla famiglia naturale in funzione della continuità della specie umana", ha dichiarato Sacconi. Dello stesso avviso Giovanardi, secondo cui la sentenza esclude "adozioni, pratiche dell'utero in affitto e reversibilità". 

"Dopo la condanna della Corte di Strasburgo non ci sono più alibi: Renzi non perda altro tempo e faccia approvare anche nel nostro Paese una legge che riconosca i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Solo così potremo tornare tra i paesi civili. Un paese senza diritti è una democrazia dimezzata". Lo dice il capogruppo di Sel alla Camera, Arturo Scotto, commentando la decisione della Corte Europea dei diritti umani di Strasburgo che ha condannato l'Italia per la violazione dei diritti di tre coppie omosessuali. Sulla stessa linea il commento di Ivan Scalfarotto, sottosegretario alle riforme costituzionali e ai rapporti con il Parlamento che ha da poco sospeso uno sciopero della fame iniziato per ottenere una legge sui diritti civili. "Ho digiunato per spiegare che non avere una legge sulle unioni gay era un grave imbarazzo per l'Italia. Oggi la CEDU condanna l'Italia", ha scritto su Twitter. Secondo Sandro Gozi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio per gli Affari europei intervenuto oggi a Rainews24, "è inconcepibile non riconoscere i diritti a due persone che si amano, solo perché sono dello stesso sesso. Renzi sabato all'assemblea del Pd ha preso un impegno molto chiaro".

L'Italia deve riconoscere legalmente i diritti delle coppie omosessuali. Lo ha imposto la Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo che ha condannato il nostro Paese per la violazione dei diritti di tre coppie omosessuali che hanno fatto ricorso contro l'impossibilità di vedersi riconoscere l'unione in patria. In particolare, i giudici hanno condannato l'Italia per la violazione dell'articolo 8 della Convenzione dei diritti dell'uomo che stabilisce che "ogni persona ha diritto al rispetto della propria vita privata e familiare, del proprio domicilio e della propria corrispondenza". La corte, si legge in una nota, "ha considerato che la tutela legale attualmente disponibile in Italia per le coppie omosessuali non solo fallisce nel provvedere ai bisogni chiave di una coppia impegnata in una relazione stabile, ma non è nemmeno sufficientemente affidabile".

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