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17ENNE SGOZZATO/ C’è di più, quando il male è così forte e insensato

E' la gelosia il movente che ha spinto due giovani albanesi a sgozzare Ismaele Lulli, il ragazzo di 17 anni trovato morto in un dirupo vicino Pesaro. Il commento di MONICA MONDO

Ismaele Lulli (Foto da Facebook) Ismaele Lulli (Foto da Facebook)

Chiamatelo Ismaele. Chissà come gli sarà venuto, a sua madre, di chiamarlo così. Dubito abbia letto Melville. Dico sua madre, perché del padre si sa solo che se n’è andato presto, poi lei s’è rifatta una vita, come si dice, e poi un’altra, e nessuna era quella giusta. Va bene, il senso comune politicamente corretto decreta che non si può colpevolizzare una madre se il suo ragazzo cresce un po’ sbandato, e le libere scelte affettive di un genitore non c'entrano con il percorso di crescita di un figlio. Non è vero, ma dobbiamo raccontarcela così, per giustificare i fallimenti, lo sfaldamento dei rapporti educativi.

A scuola Ismaele non andava bene, capita, come hanno detto gli zii. Solo che a scuola andavano anche con lui i delinquenti assassini che l’hanno ammazzato. Che scuola era? Il senso comune politicamente corretto decreta che la scuola fa quel che può, che ci sono un sacco di insegnanti in gamba e generosi e sottopagati, va bene. Epperò non è proprio vero, se un istituto alberghiero diventa una succursale di Scampia, dove si impara soprattutto a farsi di canne e spacciare. In che mondo vivi, è così dappertutto.

Non è vero, ma tocca raccontarci anche questa, per giustificare i fallimenti del sistema scolastico, che non accoglie, non segue, non educa affatto i suoi studenti. I due coetanei che l’hanno massacrato inscenando la macabra rappresentazione di un omicidio per ragioni satanico-religiose, erano albanesi. Bando al razzismo, e non solo perché non sta bene, ma toccherà pur ragionare sull’inserimento mancato di due giovani che vivono qui, vanno a scuola qui, e si comportano secondo codici tribali, ancestrali e disumani.

Che hanno una concezione delle donne pari a quella di pecore o mobilia, mio-tuo, se tocchi ti uccido. Che sono così abili e sprezzanti nel maneggiare coltelli, così perfidi e allenati al male da insozzare del sangue di un loro amico una croce. Vogli sperare che non siano islamici, sennò vaglielo a dire alla gente di sant’Angelo in Vado che l’accoglienza, il dialogo, il rispetto delle diverse identità eccetera. Perlomeno qualcosa in televisione lo vedevano, i filmati diffusi dal Califfato con lo sgozzamento in diretta dei martiri arancioni. O dobbiamo pensare che si tratta di pratiche che hanno appreso in famiglia? Che si tramandano come abitudini? Come sigillo di una acquisita maturità? Sei cresciuto, sgozza la fiera, dopo la purificazione nella foresta.


COMMENTI
23/07/2015 - La causa di tutti i mali (Duilio Sala)

Ringrazio Monica Mondo per questo articolo, che condivido totalmente. Mi permetto di sintetizzarlo con una breve frase, che a mio parere spiega tutte le disgrazie descritte : Non c'è più religione ! (Cristiana)