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CANNABIS LEGALE?/ Una proposta inutile e dannosa, ecco perché

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Per avere conferma di questo basterebbe chiedere a qualunque tossicodipendente cosa lo spinga ad assumere droga. Le risposte saranno le più diverse: “Per noia” (cioè per mancanza di un senso nella cose, per cui tutto diventa faticoso e pesante), “perché la vita è dolorosa” (quindi per un’incapacità a vivere alcune situazioni, che la vita inevitabilmente porta con sé) o, ancora, “per divertirmi di più” (nuovamente: per la necessità di aggiungere qualcosa alla realtà, che non sembra abbastanza). Insomma l’uomo, vivendo un rapporto con cose e persone, si rende inevitabilmente conto che la vita è drammatica, nel senso che essa provoca, smuove, a volte ferisce. E spesso l’uomo decide di battere in ritirata, di anestetizzarsi, di rinunciare a vivere all’altezza della sua natura.

Al di fuori di questa prospettiva, e senza la testimonianza e la compagnia di persone che ci mostrano qualcosa di diverso, il divieto (come ogni altra legge) è di per sé insufficiente, perché non sarà mai il rispetto di una norma priva di ragioni a saziare le domande dell’uomo, nate dalla drammaticità dell’impegno con la propria vita. Allo stesso modo non sarà l’abolizione del divieto a rendere l’uomo più consapevole di sé stesso. Una simile proposta rischia invece di essere estremamente dannosa per tutti.

La proposta di legge dell’Intergruppo Cannabis Legale è fortemente contraria al bene della persona; di più: è l’ennesima prova di un’idea sbagliata di politica, idea per la quale a risolvere il problema dell’uomo è una norma, una struttura calata dall’alto. Un’ultima osservazione sull’assunto che una simile legge risolverebbe il problema della criminalità: inutile sottolineare come il mercato della droga sia vastissimo e che la fetta di tale mercato occupato dalla cannabis sia probabilmente minima. È evidente che la porzione di mercato lasciata libera sarebbe rapidamente occupata da altro: sostanze diverse, una maggior offerta delle sostanze già esistenti oppure, semplicemente, la solita vecchia cannabis offerta a prezzi inferiori di quelli statali (come è successo e succede tutt’ora per i tabacchi). A fronte di tutto questo, cosa guadagneremmo da una simile legge?

 

(Fabrizio Fossati)



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COMMENTI
27/07/2015 - Seguire l'esempio (Domenico Cornacchia)

Un comportamento, seppur -discutibilmente- sbagliato, ma che nelle ultime nelle ultime 24 ore è stato eseguito da almeno 2-3 milioni di italiani è un problema. Un problema non risolvibile con la morale del senso della vita o altro. La tossicodipendeza è una malattia (secondo il DSM) e richiede una considerazione seria. In 50 anni di proibizionismo hanno fallito tutti: Stato, cittadini, forze dell'ordine, centri di recupero, asl. La storia ha insegnato (vedi il proibizionismo americano dell'alcol) che ad ogni proibizione segue un aumento delle vendite illegali (e un aumento 'del problema'). Perché non seguire l'esempio di stati che questo problema l'hanno -in parte- risolto? Guardiamo Spagna, Olanda, Portogallo. Perché non prendere seriamente, almeno questa volta, il problema?