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BAMBINA MORTA/ Sarno, bimba di tre anni arriva morta in ospedale. Per i carabinieri non ci sarebbero segni di violenza

Oscuro e terribile episodio di violenza nel salernitano, una bambina romena di tre anni è morta dopo il ricovero in ospedale, sul corpo segni di sevizie anche di carattere sessuale

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Contrariamente alle prime notizie apparse subito dopo la scoperta della brutta storia di Sarno, arrivano le prime correzioni. In mattina la notizia recitava così: bimba rumena di 3 anni arrivata morta in ospedale in braccio al padre che accusa i vicini a cui lasciava la bimba tutti i giorni per andare a lavorare (la madre dopo il divorzio sarebbe tornata in Romania) di averla seviziata e abusata prima di ucciderla. La bimba sarebbe deceduta sempre a detta del padre a seguito di una crisi respiratoria ma qui arrivano le prime questioni che non quadrano: per i carabinieri infatti non ci sono segni evidenti di violenza su corpo della piccola Lidia. Le forze dell'ordine stanno comunque approfondendo le dichiarazioni fatte dal padre, e al momento quanto detto non coincide con i fatti reali. Il pm di Nocera Inferiore, Giuseppe Cacciapuoti, ha disposto l'esame autoptico al fine di chiarir con certezza la causa della morte della bambina. La famiglia viveva a San Marzano sul Sarno, in condizioni igienico-sanitarie pare piuttosto precarie, ad accudirla era il padre mentre la madre appunto sarebbe in Romania.

Una bambina di origine romena di soli tre anni è morta dopo il ricovero in ospedale, riportava segni di sevizie non si sa al momento se anche di carattere sessuale. Aveva lividi sul corpo e gravi lacerazioni alle parti intime, per cui si presume sia stata vittima di abusi. Il decesso è segnalato a causa di una emorragia interna. Il terribile episodio è avvenuto a Sarno in provincia di Salerno, secondo il padre della piccola autori sarebbero i vicini di casa, ma cosa è successo veramente per adesso è solo frutto di ipotesi. La bambina viveva da sola con il padre, la madre, divorziata, era tornata in Romania. L'uomo lasciava la figlia ai vicini di casa tutti i giorni per potersi recare al lavoro, da qui le accuse. I carabinieri stanno portando avanti le indagini sul caso.

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