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Cronaca

ISIS/ La "solita" strage. Un consiglio agli assassini per evitare lo zapping

E' stato diffuso un video dell'Isis con l'ennesima esecuzione di massa, consumate nell'anfiteatro di Palmira. Ma queste cose ci stanno vendo a noia. Il commento di MAURO LEONARDI

Un killer dello stato islamico (Immagine dal web)Un killer dello stato islamico (Immagine dal web)

E poi c'è la solita orribile strage dell'Isis. Arriva da Palmira. E' un video dove venticinque ragazzi che paiono dei bambini uccidono altrettanti prigionieri, probabilmente dei soldati siriani. E' un'esecuzione condotta all'interno dell'anfiteatro romano davanti ad un pubblico raccolto sulle "tribune". Che orrore!, disse la signora di Fregene. E poi, riponendo l'iphone nella borsa, si girò dall'altra parte: non posso certo rovinarmi la domenica al mare per quei pazzi scatenati, pensò tra sé.

Non lo so di certo, ma sono sicuro che la scena che ho descritto è accaduta davvero. Perché se l'Isis crede che l'occidente cada nella trappola della guerra santa solo accrescendo la strategia dell'orrore con annessa campagna mediatica, si sbaglia di grosso. Noi, all'abbronzatura ci teniamo e su certi valori non scherziamo. E poi vediamo troppi film e grazie a ciò la notizia terribile che è l'ennesima notizia terribile, la strage che è l'ennesima strage, il numero dei morti che è l'ennesimo a due cifre, lo scandalo della giovane età dei boia che è l'ennesimo scandalo, il teatro della tragedia che è l'ennesima rappresentazione dal teatro dell'assurdo e dell'orrore, la coreografia che è l'ennesima coreografia di costumi neri e sangue rosso, il video inviato che è l'ennesimo video inviato, tutti ciò, ci stanca. Ci stanca leggere notizie sempre uguali. Forse questo l'Isis non lo sa. Che anche l'orrore vuole una pausa.

Terribile a dirsi ma terribilmente vero.

L'Isis, lo stato islamico, scegliendo una strategia di "guerra" che ha come elemento indispensabile un'altissima visibilità mediatica, deve sapere una cosa del nostro mondo occidentale che vuole distruggere. Che noi siamo abituati a Youtube. Per noi la tv non è stata mai un oggetto proibito. Ce ne abbuffiamo da quando è nata, da quando è diventata oggetto quotidiano, mobile tra i mobili di casa. Abbiamo imparato a saltare da un canale all'altro non appena parte la pubblicità e con l'ipad e lo smartphone ci facciamo una televisione tutta nostra che appena inizia il jingle della pubblicità vista mille volte, noi, è dagli anni 70 che abbiamo imparato ad usare il pollice per cambiare quello che non ci va di rivedere. 

Signori dell'Isis, dovete saperlo quando preparate il vostro clip di morte. Noi all'indignazione davanti allo schermo, all'orrore, siamo abituati. Lo sdegno passa spesso davanti ai nostri occhi, e noi clicchiamo. Che dire? Che siamo insensibili? Che siamo assuefatti anche alla morte servita dal palco di Palmira? Che il nostro prossimo è un po' meno prossimo se visto alla tv? Sì, è così. Siamo assuefatti. A noi la ferocia, se ripetuta come la pubblicità di una merendina, non ci fa un baffo anche se è causata da ragazzini boia truccati e mascherati a dovere. Quanti cittadini volete far accomodare sugli spalti? Quanti prigionieri volete far sfilare con un vestito uguale e con un passo di marcia uguale? Quanti ne volete ancora fare di questi video? 


COMMENTI
06/07/2015 - Un buon suggerimento (claudia mazzola)

"Noi spesso abbiamo un grande timore del futuro. Abbiamo paura dell'incognita del dopo, di cosa accadrà per i rapporti. Ma il Signore viene e fa cose che superano tutta la nostra immaginazione. Bisogna riprendere l'atteggiamento di quello che la liturgia chiama confidentibus Deum. Perché, quando le cose non avvengono come vorremmo, la consapevolezza della Presenza fa vedere le cose in modo inimmaginabile e imprevisto. Confidentibus Deum: dobbiamo confidare nel Signore Gesù e fidarci del Signore". (don Giussani)