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PAPA IN ECUADOR/ Francesco e il miracolo del vino

Pubblicazione:martedì 7 luglio 2015 - Ultimo aggiornamento:martedì 7 luglio 2015, 9.50

Papa Francesco (Infophoto) Papa Francesco (Infophoto)

Un'omelia bella, quella di Francesco, forse una delle più intense dedicate alla famiglia, chiamata ancora una volta chiesa domestica, ma anche ospedale, quello "da campo" più vicino. Una ricchezza sociale, una specie di bottino da non sperperare, che deve essere potenziato da governi e comunità, quelli che proprio nei confronti della famiglia hanno un "autentico debito sociale". Nella famiglia i miracoli si fanno con quello che c'è, ha detto il Papa, non si scarta nulla e niente è inutile. E nell'anno in cui la Chiesa si appresta a celebrare il sinodo ordinario, Francesco ha invitato a non scandalizzarsi, perché anche ciò che sembra impuro può essere trasformato, come l'acqua di Cana, in vino. Ma senza dubbio il passaggio più intenso è stato quell'invito a sussurrarsi, fino a crederci, la verità di un Dio che si avvicina sempre a chi è disperato e senza amore. Come nel racconto evangelico di Cana, per tutte le famiglie del mondo, il vino migliore deve ancora arrivare. La buona notizia da cui ricominciare a fare famiglia.



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COMMENTI
07/07/2015 - Richiesta di chiarimento (Giuseppe Crippa)

Ci sono alcuni passaggi, in questo bell’articolo, che fatico a comprendere. Per esempio: “…Francesco ha invitato a non scandalizzarsi perché ciò che sembra impuro può essere trasformato, come l’acqua di Cana, in vino”. Che l’acqua di Cana sembrasse impura l’apprendo soltanto ora. Spero che Cristiana Caricato, una volta rimessasi anche lei dal jet lag, mi chiarisca meglio cosa volesse dire papa Francesco in attesa del Sinodo Straordinario.