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Cronaca

LETTERA DEL PAPA' ALLA FIGLIA/ Ayla, sono morto ma ti ho salvata: sei il mio miglior placcaggio

Jerry CollinsJerry Collins

Se sbagli, perdi. So che ti hanno presa in braccio mani amiche, che ti hanno curata, ti affideranno agli zii. Spero tu non possa ricordare, spero che tenerezza e amore ti cancellino il buio e il male sofferto. Ho visto che è venuto a trovarti quel mostro di Neemia, l’amico più caro, ma brutto, vero? Ti sarai spaventata, quando ti ha presa in braccio ti ha allattata lui. Ma è stato caro, vero? Un giorno ti parlerà di me, ne sono certo, e di tua madre. Pensa che in ospedale non riuscivano a trovare un camice per la sua stazza: 136 chili! Più basso di me più grasso di me, ti pare possibile? Appena starai bene volerai lontano, dicono in Canada, dai parenti di mamma. Bene, si gioca a rugby anche lì, magari farai la majorette. Io ho girato il mondo, Nuova Zelanda, Inghilterra, Francia…chissà la prima volta che vedrai la haka. Quella danza da bruti, sai, quella sì che fa paura a una signorina! So che non sarai sola, e non ci siamo conosciuti, ti affezionerai a un altro padre, a un’altra madre. Quando si sbaglia, si perde. Ma non ne sono così sicuro. Il destino bussa, è una frase banale, e non spiega niente. Il destino è scritto, e non è mai così male come lo vediamo, laggiù. Il destino è voluto, scritto amato, anche il tuo, e qualunque cosa accada, sappi che è così. Non dipende solo da te. Anche perdere può cambiarti la vita. C’è un bravo capitano, fidati di Lui. Ah. Mi chiamavano terminator. Buffo, no? Il nome di uno che distrugge, come un supereroe. Invece ti ho salvato, e vedi che non ho perso del tutto? Ti ho salvato com’era naturale, com’era giusto. Il più bel placcaggio della mia vita.

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