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CIUCCIO / Il pediatra: toglierlo a 3 anni non è tassativo

Pubblicazione:mercoledì 12 agosto 2015

foto:Infophoto foto:Infophoto

Per evitare traumi ai bambini il ciuccio può essere usato sino a tre anni: "Toglierlo a 3 anni non è un'indicazione tassativa. Se rinunciarvi per il bimbo è un trauma, meglio lasciarglielo e riprovare ogni 6 mesi, fino a che non rinuncerà spontaneamente". Lo dice Italo Farnetani, pediatra di Milano, che così dà ragione a David Beckman, l’ex calciatore è stato infatti criticato dal “Daily Mail" per una foto che lo ritrae in compagnia dell’ultimogenita Harper di 4 anni con il ciuccio in bocca. Secondo il quotidiano britannico, la bimba sarebbe ormai troppo grande e rischierebbe problemi ai denti. Il pediatra ha spiegato all’Adnkronos Salute che il ciuccio "è una grande risorsa non per i genitori, ma per i bambini: determina una suzione non nutritiva che dà una sensazione di piacere, fa sentire il piccolo meno solo. Infatti, già dal settimo mese di gravidanza il bebè muove la bocca e non lo fa certo per alimentarsi. Non a caso in inglese il ciuccio si chiama 'pacifier': fa stare tranquillo il bimbo non in modo innaturale come un sedativo, ma regalandogli una sensazione di piacere che lo fa stare bene". La conseguenza è che il ciuccio non va demonizzato e "fino a 3 anni va dato, tranquillamente, a tutti", dice il medico. Dopo i tre anni, "secondo i dentisti il ciuccio non va usato - spiega Farnetani - perché impedisce la giusta formazione dei denti e può causare la deformazione dell'arcata dentaria e del palato. L'indicazione dei neuropsichiatri infantili, invece, è lasciar usare il ciuccio al bambino finché vuole farlo, altrimenti si rischiano traumi. Per i pediatri quella di togliere il ciuccio a tre anni è un'indicazione di massima: se il piccolo rinuncia volentieri, non lo sostituisce succhiandosi il dito, non manifesta disturbi del sonno e non diventa irritabile o aggressivo, allora non ci sono problemi. Altrimenti è bene che i genitori continuino a darglielo e provino ogni 6 mesi a toglierlo, finché non rinuncia spontaneamente. Devono fare dei tentativi, senza imposizione, per vedere se è solo un'abitudine o una reale esigenza del bimbo". (Serena Marotta) 



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