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CASO GALANTINO/ Immigrazione, l'accoglienza è un valore negoziabile?

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Mons. Nunzio Galantino (Immagine dal web)  Mons. Nunzio Galantino (Immagine dal web)

Caro direttore,
la questione dell'immigrazione continua a tenere banco e c'è molto disorientamento nel mondo cattolico per le polemiche suscitate da alcune dichiarazioni, per altro non così roboanti come in un primo momento si era fatto intendere, rilasciate da mons. Galantino — segretario generale della Cei — a diverse testate giornalistiche. Molti cattolici si sentono in imbarazzo e non riescono pienamente a connettere le parole del prelato con la propria fede, se non in forza di un moralistico richiamo all'accoglienza.

Eppure i due misteri della fede proclamati dal Catechismo di Pio X, certamente non un "galantiniano" di stretta osservanza, vertono proprio sull'Incarnazione e sulla Redenzione mediante la Passione, Morte e Resurrezione di Cristo. Paolo di Tarso, anch'egli difficilmente colluso con gli attuali "vertici ignavi" della Chiesa, spiegava l'Incarnazione come uno svuotamento (una kenosis) da parte del Figlio per accogliere in sé, nella propria soggettività di Verbo di Dio, la natura umana ferita assumendola, salvandola, sposandola. In poche parole non c'è famiglia, non c'è matrimonio, senza accoglienza dell'umanità. Propria e delle persone che amiamo.

Questo capopopolo della sinistra ecclesiale, di nome Galantino, sta quindi seguendo il Papa in un'opera educativa radicale: come si può pensare di sposarsi, di tornare alla sacralità del matrimonio e alla forza della famiglia, se non si coltiva l'accoglienza e la capacità di farsi servi, che è quella dinamica che ha permesso il matrimonio di Cristo con la nostra umanità e con la Chiesa? Come mai queste cose non si capiscono? Qualcuno può forse affermare che l'accoglienza sia un valore negoziabile mentre la famiglia no? Ma come si fa a sposarsi senza saper accogliere l'altro? Perché su questo tema non vediamo all'orizzonte un "Welcome day" che faccia eco ad altrettanto solenni e decisivi "Family Day"? Dov'è il popolo ultras della rete, dove sono i difensori della civiltà cristiana, dove i commentatori osannati e le zelanti star del cattolicesimo "autoconvocato"?

Non sarà che, forse, si sta praticando un cristianesimo ridotto ad ideologia borghese così scrupolosamente cattolico da dimenticarsi di essere cristiano? Non sarà che la Chiesa sta correggendo delle storture terribili della fede e molti, come bambini capricciosi, vogliono continuare a giocare con quello che già sanno e che — alla fine — meno li disturba? Non è quella di questi giorni una presa di posizione pubblica e radicale che, lontana da ogni vagheggiato "autoridimensionamento" della Chiesa, la pone nuovamente al centro del dibattito civile italiano con la stessa prorompenza degli anni "ruiniani" della Cei? Non sono queste posizioni di Galantino quanto di più lontano dal cedere allo spirito del mondo e alle lusinghe del pensiero dominante?



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COMMENTI
16/08/2015 - il pensiero del mondo sui migranti??? (FRANCESCO BUGINI)

è proprio quello che propugna lei e i suoi accoliti che siedono al governo, un buonismo cattocomunista omnicomprensivo che alimenta aspettative assurde e infondate da parte di che decide di mettersi nelle mani dei criminali per imbarcarsi

 
16/08/2015 - il mio disprezzo è verso quello che lei scrive (FRANCESCO BUGINI)

Scusi, ma lei cosa ne sa di come mi comporto con i migranti che sono già presenti nel nostro paese???? Il mio disprezzo è nei confronti di ciò che scrive, oltretutto celandosi dietro uno pseudonimo da strapazzo. Sappia inoltre che la storia è sempre nuova e non si ripete mai. Inoltre, lei mi sa dire in che occasione il Papa ha detto che respingere i migranti equivale a un atto di guerra e a chi si riferiva? ( anche questa ovviamente è una domanda retorica).

 
16/08/2015 - risposta (francesco taddei)

padre brown. non avevo mai sentito che bisogna ignorare la dottrina e inventarsela come fai tu. comunque dal buon senso dell'accoglienza secondo le proprie possibilità si va all'ideologia del venite tutti tanto gli italiani si adegueranno. galantino è un antitaliano e tu gli vai dietro.

 
15/08/2015 - intelligenti pauca (Giuseppe Schillaci)

Caro Padre Brown, ripeto (anche se col vero padre Brown non ci sarebbe stato bisogno): Benedetto XVI accosta due diritti, che come tali si completano e si limitano reciprocamente. Cassarne uno, anche se con fare un po' fichetto, rende l'altro un assoluto (non negoziabile), cioè lo snatura. Credo sia chiaro a tutti i lettori.

 
14/08/2015 - @malta 1565 (Valentina Timillero)

Eppure, diversi catechismi si sono succeduti nella storia della chiesa cattolica. Lei come lo spiega? Grazie

 
14/08/2015 - catechismo in maturazione (1565 malta)

Il commento di Padre Brown sul catechismo in maturazione è una perla. Leggasi: "Se il catechismo non dice quello che ho in mente vorrà dire che deve ancora maturare". Padre Brown è maturo, il catechismo no.

 
14/08/2015 - facciamo scrivere topolino (1565 malta)

Mi aspetto anche un articolo di Dart Vader. Sussidiario, grande giornale. Mi chiedo se non abbia qualche colpa sul disorientamento dei fedeli facendo scrivere anonime castronerie, facendolo passare per pensiero cattolico.

 
14/08/2015 - padre pelagio (Francesco Lepore)

lo spregio in cui tratta i lettori, in cui tratta la ragione e la fede, strumentalizzando pontefici e la dottrina della chiesa, censurando pezzi del pontefice BXVI (che stravolgono il testo) si commenta da se. Detto qs io da 35 anni vivendo cristo come conseguenza aiuto i miei fratelli uomini dell'aiuto alle ragazze madri, al recupero dei tossici o ragazzi a rischio. dal compito educativo dei minori fino all'accoglienza degli extracomunitari. Quindi mio caro pelagiano non parli senza sapere. La sconvolge sapere che chi ama e segue la chiesa e cristo quella reale e non l'idea che lei si è fatta in testa possa realmente accogliere gli altri! Mi spieghi invece il suo concetto di chiesa, perché dalle sue parole emerge solo un disprezzo verso il popolo di Dio non piegato alle sue menate mentali. Lei insulta non risponde agli appunti che tutti quelli che hanno commentato il suo articolo smontandolo pezzo per pezzo. La cosa che emerge è che lei segue il pensiero del mondo, riducendo moralisticamente cristo alle sue conseguenze. Questo è l'orrendo e occulto veleno del vostro errore: che pretendiate di far consistere la grazia di Cristo nel suo esempio e non nel dono della Sua persona. Sant'Agostino (cfr. contra Iulianum, Opus imperfectum).

 
14/08/2015 - bambini capricciosi (Giuseppe Schillaci)

L'anonimo autore stigmatizza come "bambini capricciosi che vogliono continuare a giocare con quello che già sanno e che — alla fine — meno li disturba" i cattolici che ad esempio vanno al Family Day. La sapete una? Meglio cattolici bambini (si sa, un po' capricciosi) che cattolici adulti.

 
14/08/2015 - una serie di domande retoriche (FRANCESCO BUGINI)

caro autore che si nasconde dietro il nome di Padre Brown, ma come le viene in mente di paragonare l'accoglienza a chi invade letteralmente il nostro territorio con la pretesa esclusiva di avere una fetta del benessere, sempre più scarso, che qui si trova? Come se a noi questo benessere sia capitato così su due piedi e non sia invece il frutto di sacrifici e sangue (due guerre mondiali) di intere generazioni. La stragrande maggioranza degli immigrati invasori è maschio e di età compresa dai 18 ai 30 anni e non viene certo da zone di guerra o di fame visto che hanno pagato dai 3 ai 4 mila euro per affrontare il viaggio della "speranza"... Poi quando vede che le sue aspettative di benessere sono deluse non trova di meglio che rifiutare il cibo o distruggere le strutture che lo ospitano. Citare il diritto di stabilirsi dove si vuole è quantomeno fuorviante e ideologico: sarebbe come se io avessi il desiderio di vivere al Grand Hotel de Milan, ma non avendo i soldi per pagare occupassi una parte della hall in attesa di venire "accolto" e che mi sia assegnata una camera. E chi può giudicare o tarpare le ali al mio desiderio? Si ricordi quello che dice il decimo comandamento: "non desiderare la roba d'altri" qui l'accoglienza la si vuole estorcere a tutti i costi senza averne titolo. Un problema così può essere risolto a livello politico prendendo accordi con gli stati da cui provegono queste persone, e non scaricandolo sui singoli cittadini, vedi i casi di Treviso e Roma.

RISPOSTA:

Cari Bugini e Lepore, lo spregio con cui trattate i migranti e vi ponete in antitesi alle parole del pontefice commenta da sé la distanza siderale che si è ormai creata tra la Chiesa che cammina dietro il Suo pastore e gli zeloti che difendono Gerusalemme sulle colline. In attesa che la storia ripeta le sue lezioni. Grazie pB

 
14/08/2015 - A volte ritornano (marco nocetti)

Grande! Tornano i valori (veramente sarebbero i principi) non negoziabili: ma non ci avevano spiegato che sono concetti superati? Vedo che l'autore mette un punto interrogativo nel titolo: se non ha le idee chiare su quali sono i principi non negoziabili secondo BXVI può andare ad esempio qui: http://www.zenit.org/it/articles/benedetto-xvi-espone-i-principi-non-negoziabili-per-la-chiesa-nella-vita-pubblica. Restiamo in attesa di conoscere la lista (che non tarderà ad arrivare) di Mons. Galantino - ognuno ha i maestri che può - cui seguirà, non si preoccupi, un "Welcome day" che avrà la compatta quanto diligente adesione di associazioni e movimenti cattolici oltre che "delle zelanti star del cattolicesimo autoconvocato" (che nel caso sarà, invece, eteroconvocato).

 
14/08/2015 - commento (francesco taddei)

certo l'accoglienza è un bell'affare. anche scudocrociato. e forse qualche volta anche i preti sbagliano. l'articolo completo dal catechismo ufficiale è: 2241 Le nazioni più ricche sono tenute ad accogliere, nella misura del possibile, lo straniero alla ricerca della sicurezza e delle risorse necessarie alla vita, che non gli è possibile trovare nel proprio paese di origine. I pubblici poteri avranno cura che venga rispettato il diritto naturale, che pone l'ospite sotto la protezione di coloro che lo accolgono. Le autorità politiche, in vista del bene comune, di cui sono responsabili, possono subordinare l'esercizio del diritto di immigrazione a diverse condizioni giuridiche, in particolare al rispetto dei doveri dei migranti nei confronti del paese che li accoglie. L'immigrato è tenuto a rispettare con riconoscenza il patrimonio materiale e spirituale del paese che lo ospita, ad obbedire alle sue leggi, a contribuire ai suoi oneri.

RISPOSTA:

Cari Taddei e Crippa, paragonare alcuni canoni del catechismo, per altro sempre in maturazione, con due dogmi della Chiesa credo sia molto fuorviante. Tanto più che essi riconfermano come sui migranti sia molto più comodo essere in linea col pensiero del mondo che essere cristiani. Grazie pB

 
14/08/2015 - torniamo a Biffi e al vero BXVI (Francesco Lepore)

1) normalmente io parlo con delle persone che hanno un nome e non si nascondono dietro nomi di fantasia (GKC si starà rivoltando nella tomba). 2) Articolo mette in ridicolo le posizioni avverse a G, fa un grande minestrone di citazioni non paragonabili tra loro per giustificarlo e quindi non prende atto di ciò che contestano a G (primo atto di un dialogo) ma demonizza l'avversario, i lettori. 3) La chiesa è per la pace ma non chiede l'abolizione della polizia, sarebbe una posizione utopica infatti vincerebbero i piu forti, chi ha il potere. Così come un accoglienza senza limiti sarebbe pura violenza (in primis per loro), e poi accogliamo solo loro o anche cio che li fa vivere il loro credo la loro cultura? quindi approviamo la poligamia? o infibulazione? o accettiamo che la donna sia inferiore? Vera accoglienza è stato BXVI a Ratisbona o il CARD BIFFI. 4) Non è che P. Brown ha venduto 2000 anni di vera misericordia (storture terribili della fede) della chiesa per le sue elucubrazioni mentali? 5) ma devo presumere che l'accoglienza è anche per il matrimonio gay? di cui il ns G è un attivista. (vedi intervista a Fazio), l'accoglienza è anche verso il male? e visto che G è anche contro il rosario detto con facce inespressive di gente che è contro l'aborto mi chiedo caro P. Brown si accoglie tutto tranne che la fede in Cristo. come diceva Gius "l'utopia è sempre violenta".

 
14/08/2015 - Caso galantino (delfini paolo)

Diritto ad emigrare non vuol dire però diritto di invadere.

 
14/08/2015 - Padre Brown oggi delude il suo papà (Giuseppe Crippa)

Caro Padre Brown, mi sorprendono i toni della sua lettera, le domande retoriche che rivolge e soprattutto il modo artificioso di presentare alcune frasi di Benedetto XVI. Temo che suo papà, Gilbert Keith Chesterton, oggi si vergogni un po' di Lei. Guardi qui come Lui aiutava i migranti a casa loro: http://www.tempi.it/strage-mediterraneo-aiutiamoli-casa-loro-chesterton#.Vc2Ri_RP1kA La ringrazio comunque del richiamo al Catechismo di San Pio X, datato 1905, ma penso sia un poco più attuale il Catechismo oggi vigente, datato 1997, che al numero 2241 di ce così: “Le nazioni più ricche sono tenute ad accogliere, nella misura del possibile, lo straniero alla ricerca della sicurezza e delle risorse necessarie alla vita, che non gli è possibile trovare nel proprio paese di origine. I pubblici poteri avranno cura che venga rispettato il diritto naturale, che pone l'ospite sotto la protezione di coloro che lo accolgono. Le autorità politiche, in vista del bene comune, di cui sono responsabili, possono subordinare l'esercizio del diritto di immigrazione a diverse condizioni giuridiche, in particolare al rispetto dei doveri dei migranti nei confronti del paese che li accoglie. L'immigrato è tenuto a rispettare con riconoscenza il patrimonio materiale e spirituale del paese che lo ospita, ad obbedire alle sue leggi, a contribuire ai suoi oneri”.

 
14/08/2015 - le mezze citazioni qualche volta non aiutano (Giuseppe Schillaci)

Nel giocare a sinistra-destra, l'arguto autore fa una mezza citazione di Benedetto XVI, insinuando nel lettore l'impressione che la facoltà di stabilirsi dove si crede più opportuno sia un valore non negoziabile. In realtà la frase citata è preceduta dall'espressione "ogni Stato ha il diritto di regolare i flussi migratori e di attuare politiche dettate dalle esigenze generali del bene comune, ma sempre assicurando il rispetto della dignità di ogni persona umana". Solo per amore di verità.

RISPOSTA:

Caro Schillaci, la citazione completa conferma l'accoglienza e il rispetto della dignità umana come confine ad ogni agire politico. Pertanto grazie, ma è pleonastica. Grazie pB