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TSO / Che cos'è il trattamento sanitario obbligatorio usato con Andrea Soldi? Lo spray "calmante"

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IL TRATTAMENTO SANITARIO OBBLIGATORIO PRATICATO AD ANDREA SOLDI. LO SPRAY "CALMANTE" - È ancora accesissima la polemica sull'utilizzo della pratica TSO su malati di mente, dopo il bruttissimo caso di cronaca di Torino della morte di Andrea Soldi. In molti sui social e sui giornali invocano giustamente un controllo maggiore di queste pratiche, che possono essere molto pericolose se non eseguite alla perfezione e con coscienza di causa. Prova a rispondere alle polemiche Emilio Sacchetti, presidente della Società Italiana di Psichiatria, dopo che anche la sua categoria è tirata in ballo dalle eccessive e compulsive decisioni di applicare il Trattamento Sanitario Obbligatorio. «I casi ultimi negativi e che hanno portato alla morte dei pazienti è purtroppo un numero alto (3) ma temo che possano essere anche di più se non vengono esercitati questi TSO con cognizione di causa. La tendenza della psichiatria moderna è comunque quella di usarli come estrema ratio, ed è anche vero che sopratutto al Sud, ci sono sacche di resistenza delle vecchie pratiche». Il professore, raggiunto dal Corriere della Sera, spiega che il TSO se è necessario va fatto assolutamente, il problema sono gli abusi: «Se non ci sono abusi credo sia comunque meglio di una sedazione troppo pesante con farmaci», commenta il professore anche Direttore del dipartimento psichiatria degli Spedali Civili di Brescia. Inoltre aggiunge che a breve dovrebbe arrivare una novità che potrebbe migliorare e di molto la situazione in questo campo; a gennaio infatti arriveranno anche in Italia tecniche nuove che sedano in sicurezza e in poco tempo, ovvero uno spray "calmante" che in 3 minuti è in grado di placare l'escandescenza senza recare danni al paziente.

IL TRATTAMENTO SANITARIO OBBLIGATORIO PRATICATO AD ANDREA SOLDI. IL PROBLEMA NON È LA PRATICA MA LE MODALITÀ CON CUI VIENE APPLICATA - Spesso purtroppo la cronaca mostra dei casi, come quello tragico di Andrea Soldi a Torino morto dopo un errato TSO praticato per strada, portano alla luce dibattiti e questioni in cui si rischia di fare di tutta l'erba un fascio. La pensa così gran parte della comunità scientifica italiana interpellata in queste ore per chiedere delucidazioni sulla pratica del Trattamento Sanitario Obbligatorio, e la pensa così Enrico Smeraldi che dirige il dipartimento di psichiatria del San Raffaele di Milano. «Il TSO non è più un provvedimento di polii a contro chi è pericoloso per sé e per gli altri: ci sono procedure da seguire e si applica solo per il periodo necessario». L'esperto mostra anche dei dati che sono piuttosto indicativi e che mostrano più di tanti discorsi l'effettiva situazione odierna: su circa duemila ricoveri l'anno nel reparto di psichiatria al San Raffaele, sono stati solo 3 i TSO. Insomma, un'evento piuttosto raro. «Anche perché ormai ci sono farmaci, cosiddetti Depot, che si prendono una volta al mese e in questi casi il rifiuto della cura è molto meno frequente che nelle terapie giornaliere». Certo bisogna saperli usare, conclude Smeraldi, ed è esattamente il punto nodoso di questa brutta storia di Torino di cui vittima è rimasta incolpevole proprio Andrea Soldi.

IL TRATTAMENTO SANITARIO OBBLIGATORIO PRATICATO AD ANDREA SOLDI. COS'È E LA DENUNCIA DI LUIGI MANCONI - Purtroppo il caso di cronaca legato alla tragedia di Andrea Soldi ha riaperto un dibattito spesso lasciato in secondo piano come quello del TSO, ovvero il Trattamento Sanitario Obbligatorio per i casi più gravi di ricovero immediato in caso di stretta necessità e contro il parere del paziente in quel momento. In questi giorni è arrivata l'importante denuncia e presa di posizione di Luigi Manconi, senatore del Pd e storico esponente politico vicino ai Radicali, da sempre impegnato nei diritti per i carcerati e altre forme di cittadini in riduzione di libertà. «La morte di Andrea Soldi dimostra che il TSO, da ricovero a tutela di chi rifiuta cure necessarie, si sta trasformando in una sorta di mandato di cattura. Con l'alto rischio che venga eseguito con metodica da fermo di polizia "classico" che tradizionalmente si chiude in maniera tragica». Durissimo il politico e professore sardo, entrando nell'acceso dibattito di questi giorni dopo la morte di Andrea a Torino: di certo in questo caso specifico qualcosa non ha funzionato visto l'esito tragico, ma questo significa che l'intera formula del TSO è da riformare? Secondo Emilio Sacchetti, presidente della Società italiana di Psichiatria, la tendenza di oggi è di usare il TSO come estrema ratio, nonostante comunque concordi con Manconi che l'abuso di questa pratica è gravissimo e lede la libertà e salute dello stesso paziente. Si conclude poi la denuncia di Manconi con altri due precedenti che fanno riflettere: «Siamo già a tre morti nel 2015: a giugno nel salernitano uno ha avuto un arresto cardiaco dopo un TSO troppo sbrigativo, settimana scorsa a Padova il caso impressionante del paziente che reagisce ai carabinieri che stavano per praticare il TSO e che gli hanno sparato uccidendolo». Secondo il senatore comunque la legge prevede questa pratica a sola tutela del paziente, ma serve un personale assolutamente competente e formato altrimenti finisce come a Torino.

IL TRATTAMENTO SANITARIO OBBLIGATORIO PRATICATO A ANDREA SOLDI. COS'È E COSA PREVEDE IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA: Il TSO, il trattamento sanitario obbligatorio, è tristemente balzato in cima alle notizie di cronaca in questi giorni, ma che cosa si intende esattamente? Il Ministero della Giustizia dice che: “Nessuno può essere sottoposto a visite mediche o a ricovero ospedaliero contro la sua volontà. Il T.S.O. per malattia mentale può avvenire in condizione di degenza ospedaliera solo: se esistono alterazioni psichiche tali da richiedere urgenti interventi terapeutici, se l’infermo non voglia sottoporsi volontariamente a tali trattamenti, qualora non vi siano le condizioni che consentano di adottare tempestive e idonee misure straordinarie extraospedaliere”. Ma chi ha facoltà di disporre del T.S.O? Sempre secondo il Ministero Di Giustizia si tratta del sindaco del comune dove risiede o dove si trova la persona per il quale si vuole disporre il T.S.O o un medico, che prepara una proposta motivata che venga convalidata dalla A.s.l. Entro 48 ore dal ricovero, il giudice tutelare deve ricevere notifica del provvedimento, ed entro ulteriori 48 ore deve convalidare Entro 48 ore dal ricovero il provvedimento deve essere trasmesso al giudice tutelare. Il giudice tutelare nelle 48 ore successive deve provvedere, convalidandolo o non convalidandolo, in caso negativo il sindaco deve disporne la cessazione immediata. Il T.S.O quindi è un trattamento previsto a tutela di chi rifiuta le cure indispensabili in caso di necessità e urgenza clinica, per poter garantire la sua salute e la salute o la sicurezza pubbliche. Il caso di Andrea Soldi, però, ha gettato un’ombra su questa procedura, per la durezza con la quale spesso viene eseguito il T.S.O, a volte con modalità che ricordano più il fermo di polizia, se fatto da persone non formate a dovere, al punto che gli esperti si dividono sull’argomento. Certo è che sono quasi tutti concordi nel preferire il Trattamento Sanitario Obbligatorio a una sedazione pesante del paziente, il problema quindi non è tanto nel T.S.O ma nelle modalità con le quali viene eseguito da personale non formato adeguatamente per questo trattamento, spesso, infatti, manette o lacci possono provocare delle reazioni che possono anche essere violente e costringere chi sta eseguendo il trattamento a un utilizzo della forza dannoso e pericoloso, come purtroppo è successo nei casi recenti, come quello di Andrea Soldi.



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