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Cronaca

SANTO DEL GIORNO / Il 16 agosto si celebra San Rocco Pellegrino e Taumaturgo

Oggi, 16 agosto, il santo venerato è San Rocco Pellegrino e Taumaturgo che visse nel XIV. Quando i suoi genitori morirono, decise di intraprendere la dura vita del viandante.

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San Rocco è uno dei santi più amati e venerati dell'intero calendario liturgico cristiano, ma anche, paradossalmente, quello sul quale si possiedono il minor numero di informazioni certe, a partire dalle date della sua nascita e della sua morte. Infatti, secondo le agiografie che iniziarono a circolare fin da subito, dopo la sua morte (poiché spirò già in odor di santità), egli sarebbe vissuto tra il 1295 e il 1327; in realtà è più realistica una datazione più tarda, tra il 1350 e il 1376 circa. Quel che è certo è che visse nel XIV secolo, quando in Europa imperversavano molte terribili pestilenze; e che il giorno della sua morte, che è anche quello in cui ricorre la memoria del suo nome, è il 16 agosto.

San Rocco è ricordato principalmente in quanto pellegrino e taumaturgo: trascorse quasi tutta la sua breve e travagliata vita (quando morì non doveva avere che poco più di trent'anni) peregrinando da un luogo all'altro, spostandosi dalla città natale, Montpellier, fino in Italia, a Roma, e ritorno. Il suo pellegrinaggio, però, non era attraverso i luoghi di culto, ma attraverso la gente. Rocco andava dove le persone soffrivano, per guarirle, consolarle, e portare la luce di Dio. Quando nacque, Rocco fu accolto come un dono: i suoi genitori erano molto anziani e disperavano di poter avere un erede. La madre di san Rocco lo educò alla pietà di Dio, e in particolar modo alla devozione della Madonna, a cui egli dedicò il suo cuore. Non a caso il piccolo era nato con una voglia a forma di croce, di colore rosso, sul petto: il simbolo di una vita di sofferenze che avrebbe dedicato al Sacro Cuore di Gesù. Quando i suoi genitori morirono e il ragazzo rimase solo, decise di intraprendere la dura vita del viandante.

Il suo fisico era fragile, ma la sua anima era forte: quando incontrava epidemie di pestilenza, non si tirava indietro nè cambiava strada, ma anzi, andava in mezzo agli ammorbati, e il suo tocco ridonava loro la salute. Uno degli episodi più notevoli che si raccontano di questo periodo riguardano la cittadina di Acquapendente, dove un angelo apparve a San Rocco invitandolo a provare i suoi poteri di taumaturgo, e la città fu liberata dalla pestilenza. In seguito, il giovane continuò il suo cammino di fede fino a Roma; poi decise di tornare a casa, dove però non giunse mai più. Infatti, sul ritorno, san Rocco contrasse a sua volta la peste: si trovava a Piacenza, e decise di isolarsi per non rischiare di contagiare altre persone.