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Cronaca

SOS MIGRANTI/ Galantino ha ragione, lo "dicono" (anche) i cinghiali in Sicilia

Recupero di un naufrago con il verricello (Infophoto)Recupero di un naufrago con il verricello (Infophoto)

Contravvenendo alle rigide procedure del Regolamento parlamentare che non prevedono di legiferare velocemente per i casi di urgenza (in Sicilia non esiste il decreto legge) si è riusciti a scrivere e approvare un articolo dedicato, casualmente "appostato" in una legge in discussione quel giorno, la quale trattava di utilizzo pubblico e privato di acqua (chissà come sarebbe finita se quel giorno si fosse legiferato di turismo o di nuovi diritti). Ma tant'è. Il Parlamento è sovrano.

Il testo prevede che in Sicilia si potranno abbattere o catturare cinghiali e altri animali selvatici «ai fini della tutela della biodiversità nonché  per gravi e urgenti ragioni di interesse pubblico». Il testo prevede poi, nel suo unico articolo, piani di cattura o abbattimento «nel caso di abnorme  sviluppo di singole specie tale da compromettere gli equilibri  ecologici o tale da costituire un pericolo per l'uomo o un danno  rilevante per le attività agrosilvopastorali». Ovviamente ciò dovrà accadere nei parchi, nelle riserve e nelle aree della rete Natura 2000. Inoltre, «eventuali prelievi faunistici e abbattimenti selettivi sono limitati a quelli necessari per ricomporre squilibri ecologici accertati dal gestore dell'area protetta, avvalendosi di specialisti del settore con comprovato curriculum scientifico ovvero professionale, tali attività non costituiscono in nessun caso esercizio di attività venatoria». Tradotto, significa che solo il personale specializzato potrà essere adibito a tale compito e che in carenza si metteranno in atto i soliti e immancabili corsi di formazione specifici. 

Al momento si può ipotizzare, in attesa dei corsi di formazione, il coinvolgimento delle trentaquattro guardie venatorie presenti nel parco dei Nebrodi, visto che in quello delle Madonie non ve ne sono. I commentatori più avveduti hanno affermato che il primo dei circa 5mila cinghiali presenti nel Parco delle Madonie (ma v'è chi sostiene che siano almeno il doppio) potrebbe essere abbattuto non prima di settembre/ottobre.

Ed ora la parola degli ambientalisti/animalisti. "Nel caso dei cinghiali, l'approccio venatorio dimostra tutto il suo fallimento — secondo Massimo Vitturi della Lav —. Uccidere gli animali per contenerne il numero non ha senso perché comporterebbe inevitabili squilibri nella struttura sociale delle specie selvatiche che saranno indotte a riprodursi di più". L'alternativa proposta dalla Lav è una campagna di sterilizzazione di massa dei suinidi, ma nel frattempo quelli in vita continueranno a cercare cibo, anche avvicinandosi pericolosamente ai centri abitati, come più volte denunciato dai sindaci dei comuni interessati. 

E poi i cacciatori. E' certo che non dovranno in alcun modo intervenire, anche perché si è evidenziato che la carne di cinghiale ha notoriamente un valore economico ed allora si aprirebbero nuovi e inquietanti scenari: quello dei cacciatori che danno la caccia ai cinghiale per soldi e per gustarne la carne. Ma vi è anche un altro motivo per sconsigliare caldamente di intervenire: dopo il caso del leone Cecil rischierebbero la gogna mediatica a vita e forse qualcosa di più.


COMMENTI
18/08/2015 - Complimenti (Giuseppe Crippa)

Complimenti per il titolo, che mi ha davvero incuriosito! E per una volta concordo sul contenuto.

 
18/08/2015 - commento (francesco taddei)

negli altri paesi (anche cattolici) stabiliscono delle quote annue di immigrati da poter accogliere. sono tutti da scomunicare?