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SOS MIGRANTI/ Galantino ha ragione, lo "dicono" (anche) i cinghiali in Sicilia

Pubblicazione:martedì 18 agosto 2015

Recupero di un naufrago con il verricello (Infophoto) Recupero di un naufrago con il verricello (Infophoto)

Le dichiarazioni sull'immigrazione di mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, hanno avuto un merito, il solito merito. Quello di accomunare gli italiani nello sport più diffuso: la divisione in tifoserie, in favorevoli e contrari (ma a cosa o di cosa non si capisce), per consentire, soprattutto nelle discussioni di questi giorni sotto l'ombrellone, molto simili a quelle del lunedì mattina al bar dello sport, di difendere i colori sociali della propria squadra, indipendentemente dal fatto che abbia giocato bene o no.  

Tanti anni fa, quando le partite si seguivano in diretta solo per radio, accompagnate dal commento di Enrico Ameri o Nando Martellini, un fortunatissimo "comunicato commerciale" concludeva la trasmissione invitando gli ascoltatori "a brindare" o "a consolarsi" con un altrettanto famoso liquore, sia che la squadra del cuore avesse vinto sia che avesse perso. Oggi, quando la squadra del cuore perde (e spesso anche prima di giocare) ci si "consola" distruggendo gli stadi o gli spazi adiacenti, accoltellando i tifosi avversari e poi talvolta ci scappa magari il morto. 

Altri tempi, si direbbe; ma che c'entra con la questione immigrazione? C'entra, perché Galantino pensiamo si sia fatto portavoce di una domanda, semplice e reiterata che è di tutti: ma c'è qualcuno che ha un disegno, una strategia, un programma per affrontare in termini seri la vicenda immigrazione? Al di là della percezione che ciascuno può avere del fenomeno, il fenomeno esiste e chi ci guida sa dove portarci per venirne a capo? Se non c'è in Italia, c'è forse in Europa, visto che il problema è di tutti? Nella prima guerra mondiale perfino il generale Cadorna aveva una strategia; non andò a buon fine; ci volle Caporetto, ma poi Diaz con un'altra strategia e il concorso e l'eroismo di tutti, portò alla vittoria. E allora, di fronte ad una domanda così semplice cui nessuno da mesi sa dare una pur minima prospettiva, abbiamo ripreso ad aggregarci tra favorevoli e contrari. La triste e dura verità è che nessuno ha questa risposta e per dimostrarlo raccontiamo quanto è successo di recente in Sicilia.

Com'è noto, sabato 8 agosto un uomo di 77 anni, dopo essere stato aggredito nei pressi di Cefalù da alcuni cinghiali selvatici, è morto, mentre la moglie di 73 anni si è salvata perché si è rifugiata in casa per chiamare soccorsi. La vicenda ha colpito l'opinione pubblica, anche quella nazionale, perché il problema della proliferazione indiscriminata dei cinghiali riguarda molte regioni italiane.

Tra espressioni di condoglianze, grida di indignazione e appelli a fare in fretta, visto il rischio che il fatto potesse ripetersi, l'Assemblea regionale siciliana… udite udite, è riuscita, in sole 24 ore, a fare una legge (per la verità una norma) in grado di affrontare e risolvere il problema, subito. 


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COMMENTI
18/08/2015 - Complimenti (Giuseppe Crippa)

Complimenti per il titolo, che mi ha davvero incuriosito! E per una volta concordo sul contenuto.

 
18/08/2015 - commento (francesco taddei)

negli altri paesi (anche cattolici) stabiliscono delle quote annue di immigrati da poter accogliere. sono tutti da scomunicare?