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Perdono di Assisi 2015 / L’indulgenza plenaria e l'apertura della Porziuncola. Padre Gugliotta: così il cuore cambia (oggi, domenica 2 agosto)

Pubblicazione:domenica 2 agosto 2015 - Ultimo aggiornamento:domenica 2 agosto 2015, 18.09

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Fratelli e Sorelle, è una notte santa, questa notte: è la notte della Misericordia e del Perdono!

Siamo chiamati a vegliare in preghiera, con gratitudine, con gioia, per il dono di grazia che con tanta abbondanza ci viene elargito, nella festa della Porziuncola, attraverso la fantasia della carità di san Francesco, servo di Dio e nostro fratello, attraverso la materna intercessione della Vergine Maria, Regina degli Angeli.

Nella seconda lettura che abbiamo appena ascoltato viene tracciata una descrizione che potrebbe sembrare idilliaca, ma che in realtà è spirituale, delle prerogative della Porziuncola e dunque degli insegnamenti e dei benefici che da essa possono essere tratti, specialmente oggi, e domani 2 agosto, data che ricorda la dedicazione di questa chiesetta della Porziuncola: la piccola chiesa di Maria diventata la casa madre di tutta la grande famiglia francescana, la patria di tutti coloro che amano la pace e che cercano accoglienza e misericordia. L’umile chiesetta dedicata alla Regina degli Angeli sembra diventare così quelterebinto, di cui abbiamo sentito nella prima lettura, che ha esteso i suoi rami di maestà e bellezza, e quella vite, che ha prodotto germogli graziosi e i suoi fiori, frutti di gloria e di ricchezza. Una casa che tutti accoglie, perché ciascuno possa conoscere e sperimentare l’amore di Dio. La gloria di Dio è l’uomo vivente, l’uomo redento, l’uomo riconciliato, salvato.

La Vergine della Porziuncola in questa sua chiesa, in questa sua festa, afferma ancora le parole che abbiamo ascoltato: Io sono come un canale derivante da un fiume e come un corso d’acqua sono uscita verso un giardino… Ed ecco il mio canale è diventato un fiume, il mio fiume è diventato un mare. È il mare della divina Misericordia, nel quale siamo tutti invitati a immergerci, per rinnovare la nostra vita, come in un immenso battistero, per ritrovare la grazia del nostro battesimo, dell’amicizia con Dio, della vita nuova che ci è stata conquistata e donata da Cristo Signore.

Cerchiamo di comprendere meglio questa indulgenza plenaria, senza oboli, che Francesco ha voluto legata alla Porziuncola. L’indulgenza si ottiene dalla Chiesa, che amministra il tesoro dei meriti di nostro Signore Gesù Cristo e dei Santi e li riversa su di noi, sui vivi a mo’ di assoluzione, sui defunti a mo’ di suffragio. L’indulgenza richiede che ci si sia confessati e comunicati, che si visiti devotamente questa chiesa, recitando il Credo e che si preghi secondo le intenzioni del Papa (Pater, Ave, Gloria). Non si tratta solamente del perdono dei peccati, che si ottiene con la confessione, ma di una riconciliazione più profonda, di una guarigione, di una conversione. Abbiamo a che fare qui con le conseguenze del peccato, che lascia comunque una traccia di male in noi e fuori di noi; si stratta del nostro pentimento che può non essere perfetto, di una certa convivenza col peccato, che richiede comunque una purificazione.

L’indulgenza è legata al pellegrinaggio, qui alla Porziuncola (per elargire al massimo questo dono, i Papi hanno concesso che si possa ottenere il 2 agosto in tutte le chiese francescane e in tutte le chiese parrocchiali del mondo) e dunque prevede un movimento, interiore prima di tutto, verso il rinnovamento della propria vita: infatti l’indulgenza costituisce un invito, una sfida a camminare su vie nuove, nella verità, nella giustizia e nella pace. Tra l’altro, è importante ricordare che per ottenere l’indulgenza si richiede anche l’esclusione di ogni attaccamento, di ogni affetto verso qualunque peccato, anche veniale. Potremmo dire che l’indulgenza costituisce un bagno di grazia, un’opera di bonifica profonda del nostro io ferito, una guarigione della nostra volontà compromessa col male, perché richiede una chiara scelta di campo: una nuova e totale apertura alla grazia, verso la pienezza dell’amore.

E così la Porziuncola diviene per noi, come l’ha conosciuta Francesco, come una porzione di cielo, uno scampolo di paradiso, ma non solo per lasciarci intravedere la gloria futura, bensì per permetterci di attingere nel presente alla grazia divina e farci cristiani nuovi, convinti, diversi.

Rendiamo grazie a Dio per la sua infinita misericordia, per la sua grande indulgenza, che ha il suo vertice nella Croce del Salvatore, nella sua obbedienza filiale, nel suo sacrificio d’amore. Rendiamo grazie alla Vergine Maria, Regina degli Angeli e Madre di Misericordia, umile ancella del Signore; rendiamo grazie a santo Francesco, che oggi ci aiuta a fare di noi creature nuove, un popolo nuovo, umile e devoto, semplice e lieto. Ci doni di accogliere l’“indulgenza” di Dio e di vivere noi stessi nell’“indulgenza”: nella bontà che sa perdonare, compatire, scusare le colpe, gli errori, i difetti altrui, in quella carità che sa accogliere ed edificare. Ci doni di imparare a costruire relazioni nuove, nella famiglia, nelle comunità, nella Chiesa, nella società, come la prima fraternità della Porziuncola stretta intorno all’umile Francesco.


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