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STRAGE DI BOLOGNA/ 35 anni fa la bomba alla stazione: il ricordo della sopravvissuta Silvana Ancillotti

Pubblicazione:domenica 2 agosto 2015 - Ultimo aggiornamento:domenica 2 agosto 2015, 22.25

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STRAGE DI BOLOGNA, 35 ANNI FA LA BOMBA ALLA STAZIONE. IL RICORDO DELLA SOPRAVVISSUTA SILVANA ANCILLOTTI - Nel giorno della commemorazioni di una delle stragi che più ha fatto tremare il nostro paese torna a parlare Silvana Ancillotti una delle sopravvissute a quel terribile giorno senza però poter deporre mai niente davanti a un giudice. Questo perchè Silvana non è stata ascoltata mai dopo il giorno della tragedia. La donna racconta così come riporta la versione online de La Repubblica: "Mi ricordo davvero tutto. Eravamo sedute tutte insieme, ma Maria no era in piedi. Mi ricordo quel boato, un grandissimo frastuono. Ho chiamato Verdiana, ma non mi ha risposto. Sono svenuta e mi sono risvegliata sotto alle macerie e ho visto Veridiana e la bambina Angela di spalle. Non si muovevano e Maria non c'era più. Ho subito chiesto aiuto e chiamato i soccorsi".

STRAGE DI BOLOGNA, 35 ANNI FA LA BOMBA ALLA STAZIONE. MARINI RICORDA SERGIO SECCI - "2 agosto 1980 strage alla stazione di Bologna. Noi non dimentichiamo". Lo scrive su Facebook il presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, che nel post ha voluto ricordare anche Sergio Secci, un ragazzo di Terni di 24 anni morto nella strage. "La memoria come misura della storia civile e nazionale ma anche come impegno per difendere le istituzioni democratiche", si legge ancora sul social network dove il governatore umbro ha pubblicato un'immagine dell’allora presidente della Repubblica Sandro Pertini sul luogo della strage. In quel momento, il Capo dello Stato disse in lacrime ai giornalisti: “Non ho parole, siamo di fronte all'impresa più criminale che sia avvenuta in Italia".

STRAGE DI BOLOGNA, 35 ANNI FA LA BOMBA ALLA STAZIONE. IL RICORDO DI GIULIANO PISAPIA - Anche il sindaco di Milano Giuliano Pisapia ha voluto ricordare le vittime di Bologna in occasione del 35esimo anniversario della strage alla stazione. "Sabato 2 agosto 1980, alle 10 e 25 di mattina una bomba fascista posta all'interno della sala d'aspetto della stazione di Bologna causa 85 morti e 200 feriti provenienti da 50 città diverse italiane e straniere", ha scritto su Facebook il primo cittadino del capoluogo lombardo postando anche un’immagine che ritrae il dipinto di Renato Guttuso "Il sonno della ragione genera mostri" eseguito per L'Espresso del 17 agosto 1980, dedicato alla strage di Bologna. "Milano e l'Italia intera – conclude Pisapia - ricordano e commemorano quelle vittime innocenti a cui non è stata ancora resa piena giustizia a causa dei numerosi depistaggi delle indagini".

STRAGE DI BOLOGNA, 35 ANNI FA LA BOMBA ALLA STAZIONE. MEROLA: IL GOVERNO FACCIA LA SUA PARTE - "Torneremo a chiedere quello che ci aspettiamo dal governo in carica: soprattutto che ci aiuti a fare passi avanti nella ricerca della verità". Lo ha detto il sindaco di Bologna, Virginio Merola, nella commemorazione della strage alla stazione in occasione del 35esimo anniversario. "Noi ogni anno testimoniamo il nostro impegno – ha aggiunto parlando al sottosegretario alla Presidenza del consiglio Claudio De Vincenti - La città, silenziosamente, in modo ordinato e composto, con i fatti dice tutto quello che c'è da dire. Ci auguriamo che lo facciano anche gli altri". "La città di Bologna non mancherà mai di fare la propria parte nel cammino verso la verità e la giustizia", ha spiegato ancora il primo cittadino.

STRAGE DI BOLOGNA, 35 ANNI FA LA BOMBA ALLA STAZIONE. MEROLA: VOGLIAMO GIUSTIZIA - "Bologna chiede ancora verità e piena giustizia. A 35 anni dalla strage fascista che colpì la nostra città il 2 agosto 1980 siamo ancora in cammino insieme ai famigliari delle vittime e a tutta la comunità bolognese per conoscere i mandanti dell'attentato terroristico compiuto alla stazione". Lo scrive su Facebook il sindaco di Bologna Virginio Merola, nel giorno in cui si ricordano le 35 persone uccise nella strage di Bologna. “Il nostro camminare insieme – scriva il primo cittadino - dice più di ogni parola e agisce meglio di ogni parola: vogliamo che parlino i fatti, perché le parole possono essere belle, ma i fatti rendono credibili le parole. Vogliamo i mandanti delle stragi, vogliamo verità piena e giustizia. Per noi, per i familiari delle vittime, per le giovani generazioni. Per il nostro Paese, che merita di più".

STRAGE DI BOLOGNA, 35 ANNI FA LA BOMBA ALLA STAZIONE. MATTARELLA: L'ITALIA NON DEVE DIMENTICARE - Era il 2 agosto 1980 quando una bomba piazzata nella sala d'aspetto di seconda classe della stazione di Bologna uccise 85 persone ferendone 200. Come ogni anno, il capoluogo emiliano ha ricordato le vittime con una commemorazione iniziata alle 8.30 a Palazzo d'Accursio con l'incontro tra l'Associazione dei familiari vittime della strage e le autorità e i rappresentanti delle città aderenti alla manifestazione. A seguire, in Piazza Medaglie d'Oro, è stato osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime seguito dall'intervento del sindaco di Bologna Virginio Merola e del presidente del Senato Pietro Grasso. "Le mie parole non vi sembrino sterile retorica di chi è tenuto a intervenire per dovere istituzionale - ha detto Grasso dal palco - Nessuna retorica, nessuna banalità, non servono frasi di circostanza. La mia voce si unisce a quelle di quanti tutti gli anni in questa piazza dicono: noi non ci stiamo, non dimentichiamo, noi vogliamo giustizia. La verità non va in prescrizione". Anche il l Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato un messaggio al presidente della Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna, Paolo Bolognesi: "L'attentato del 2 agosto del 1980 - scrive il Capo dello Stato - fu il culmine sanguinoso di una strategia stragista, mirante a scardinare la democrazia e le conquiste sociali dell'Italia repubblicana. La reazione degli italiani, a partire dalla città di Bologna, fu decisa e compatta, con grande forza e dignità. E rappresentò, ancora una volta, l'argine più robusto contro ogni tentativo di destabilizzazione". L'auspicio di Mattarella è che "la verità possa emergere nella sua interezza: la vostra battaglia, che riguarda anche l'introduzione del reato di depistaggio, costituisce un'importante risorsa. L'Italia ha il dovere di non dimenticare quella strage e quelle vittime innocenti che fanno ormai parte integrante della memoria nazionale".



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