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Cronaca

NOMINE MUSEI/ La rottamazione c'è, il buon senso no

Dario Franceschini (Infophoto)Dario Franceschini (Infophoto)

La sensazione del giorno dopo è che l'istinto a rottamare sia nettamente prevalso su quello a costruire un nuovo percorso. E che le nomine valgano per quello che implicitamente viene bocciato. Anzi in certi casi anche umiliato. Voleva essere un segnale lanciato alle sovrintendenze, e così è stato. Solo una nomina su 20, quella di Anna Coliva alla Borghese di Roma, attinge dal personale che amministra i nostri beni culturali. Antonio Natali, direttore degli Uffizi, è stato silurato per fare largo a uno studioso tedesco, Eike Schmidt, molto autorevole, ma con nessuna esperienza di direzione di musei. Schmidt, alla notizia della nomina ha onestamente ammesso di avere «tremore alle mani». La nomina degli Uffizi come quella degli altri sei musei di prima fascia è stata gestita direttamente da Franceschini, e la bocciatura di Natali si spiega con vecchia ruggine politica. Del resto anche in questa infornata la politica non è rimasta a guardare. Gli studiosi e personalità di area Pd hanno goduto di corsie preferenziali. Basti pensare che il direttore del Dipartimento economia e promozione della città del Comune di Bologna, Mauro Felicori, manager culturale ed eccellente professionista, ha vinto la corsa per la direzione della Reggia di Caserta…

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