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Cronaca

BUONI PASTO / Rivoluzione sulla tassazione dei ticket: cosa cambia per i consumatori (venerdì 21 agosto 2015)

Buoni pasto: rivoluzione sulla tassazione dei ticket. Con la nuova Legge di Stabilità si modificano le abitudini per milioni di lavoratori dipendenti italiani. Cosa cambia: pro e contro.

Spesa famiglia (Infophoto)Spesa famiglia (Infophoto)

La modifica del Testo Unico sulle imposte sui redditi datato 1986, entrata in vigore dal 1° luglio con l'approvazione della Legge di Stabilità, ha fatto in modo che subisse degli stravolgimenti anche la tassazione dei buoni pasto. Entrati a far parte della vita di milioni di lavoratori dipendenti italiani negli anni Settanta, i buoni pasto hanno da quel momento rappresentato un ausilio indispensabile per l'economia di altrettante famiglie. Le nuove regole presentano però dei pro e dei contro, che potrebbero da una parte avvantaggiare, dall'altra penalizzare, il consumatore che fa uso dei buoni pasto. In primo luogo il nuovo regime fiscale prevede l'innalzamento a 7 euro del valore dei ticket elettronici, con l'esenzione dei buoni cartacei invariata a. Tale scelta, se da una parte suggerisce un maggior utilizzo dei buoni digitali così come avviene in tutta Europa, dall'altra ne favorisce la tracciabilità e soprattutto ne impedisce la cumulabilità. Se è vero infatti che già la normativa vigente vieta l'accumulazione dei buoni pasto, è altrettanto vero che tra i lavoratori dipendenti questa regola non viene certamente osservata in maniera ortodossa. Secondo il commercialista Nicola Forte con l'arrivo dei ticket elettronici "i datori di lavoro sono in grado di effettuare maggiori controlli" e "ciò esporrà i datori di lavoro ad una'azione di verifica più incisiva da parte del Fisco. Anche l'agenzia delle Entrate potrà controllare i datori di lavoro ed erogare eventuali sanzioni qualora emergesse un utilizzo non appropriato". Secondo Mauro Antonelli del Codacons "i buoni pasto sono diventati un sostegno insostituibile per le famiglie e il Governo dovrebbe dunque liberalizzare l'accumulazione dei ticket". Secondo Antonelli infatti "una volta acquisito, il diritto all'utilizzo di quel buono pasto deve essere valido sempre e comunque, anche in modo cumulativo". L'altra "campana", è rappresentata in questo caso da Gregorio Fogliani della multinazionale italiana dei buoni pasto "QuiGroup!", secondo cui la resistenza alle nuove norme è ingiustificata, dal momento che a suo dire ne deriveranno solo vantaggi per tutti:"Non cambierà niente rispetto a prima. Per me l'uso del ticket elettronico è solo una grande opportunità: attualmente, con una media di 5,29 euro per 200 giorni di lavoro il dipendente ha un valore annuo di 1.000 euro circa. Con l'aumento del valore dei buoni a 7 euro si troverà 400 euro l'anno in più in tasca senza pagare oneri".

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