BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

LA COPPIA DELL'ACIDO E IL MALE/ Quel bambino che ci ricorda che tutto può essere salvato

Alexander Boettcher e Martina Levato (Infophoto)Alexander Boettcher e Martina Levato (Infophoto)

Per questo forse la soluzione migliore si chiama "affido", ossia quella forma di vita in cui le braccia e gli sguardi dei genitori biologici diventano più forti perché sostenuti da braccia e occhi più grandi dei loro, quelli di una famiglia disposta ad accogliere tutto il male e il dolore di questa giovane coppia che - se stiamo alla cronaca - ci appare soltanto come un combinato di mostruosità perverse e devianti. Mentre forse, invece, si tratta solo di due umanità mancate, di due domande non poste, di due mostri mai davvero amati e che aspettano solo di essere affidati, consegnati, donati.

Che cosa strana questa tragedia: è tutto più complesso di quello che sembra, è tutto più ampio di ciò che dicono i giornali, è tutto più difficile, ma - soprattutto - è tutto ricominciato il 15 agosto. Un giorno non banale in una storia non banale che, per essere davvero esplorata nel suo terribile dilemma, ha bisogno di un cuore serio, di un cuore vero. Al di fuori di questo c'è infatti solo l'inferno. Quel dolore che brucia così tanto da diventare giustizialismo, vendetta, tiepida compassione, o - molto più prosaicamente - cecità assoluta. Ovvero l'incapacità di vedere, in questa vicenda tragica, l'unica mossa che conta, la mossa di Dio. La mossa che, come sempre, ha riaperto la partita.

© Riproduzione Riservata.