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MEETING 2015/ Venticinque anni di accoglienza di chi si era perso: l'avventura della Pars

La comunità terapeutica Pars La comunità terapeutica Pars

Noi valorizziamo al massimo anche l'esperienza della famiglia a differenza di quanto fanno altre comunità che tendono a escluderla sostituendosi ad essa deificando se stessi. Per noi onora il padre e la madre è la prima cosa al di là degli errori che la famiglia possa aver fatto.

 

Questa estate il problema della droga è tornato alla ribalta con la morte del giovane di 16 anni in una discoteca. Che giudizio dà di questo episodio?

 

Prima di tutto un grande dispiacere, noi con i minori lavoriamo e vediamo che si può tirare fuori un positivo da loro. Poi il potere che si comporta in modo schizofrenico: da una parte in modo adolescenziale di fronte alle tragedie dice chiudiamo tutti i locali. Di contro opera una dichiarata tentazione di legalizzare le droghe che da sinistra arriva a destra. E' una schizofrenia di persone che fanno calcoli precisi, come hanno fatto in Colorado dove incassano milioni di dollari con la legalizzazione della cannabis, nel tentativo di riportare denaro nero nelle casse dello stato.

 

E quindi?

 

Noi ci opponiamo non per motivi ideologici, ma perché la scienza dichiara che la marijuana provoca forti depressioni e psicosi. Se poi lo stato vuole diventare spacciatore lo faccia, noi continueremo a fare il nostro lavoro.

(Paolo Vites) 

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