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Cronaca

GALANTINO/ Il messaggio di Francesco e quell’"assist" a Cl

Nunzio Galantino, segretario generale della Cei (Infophoto)Nunzio Galantino, segretario generale della Cei (Infophoto)

In ogni caso, il mestiere della Chiesa è proprio quello di dire che i poveri esistono, che sono una risorsa, che indicano nuove frontiere e che permettono ad un'Europa che "ha preso congedo dalla storia", come ha detto Benedetto XVI, di ritrovare il proprio futuro. Gli 800mila nuovi arrivi di quest'anno, ha detto il ministro dell'Interno tedesco, chiedono all'Europa di cercare insieme "vie nuove". In Italia invece — come altrove — molti difendono vecchie vie che hanno solo aggravato i problemi. La Chiesa non dà fastidio perché si intromette in politica, ma perché annuncia il Vangelo e così mette la politica davanti alle sue responsabilità. E' il limite infatti a richiamare la responsabilità dice Bonhoeffer citato da mons. Galantino.

In questi giorni il Segretario generale della Cei è stato accusato di usare toni troppo accesi o maniere troppo ruvide. A Rimini però i suoi toni sono stati molto pacati e le sue maniere molto ponderate. Ma la sostanza non è cambiata. Per questo non tacciono le voci che invitano a prendere le distanze da Papa Francesco, cui mons. Galantino fa eco con un linguaggio a volte diretto e appassionato, altre volte meditato e filosofico. La parola chiave è "mediazione". Occorre mediare tra quanto dice il Papa e la realtà. I cattolici italiani in particolare devono mediare tra il messaggio universale del vescovo di Roma e le specificità della situazione italiana. Tanto più, si insinua neanche troppo tra le righe, che papa Bergoglio viene dall'Argentina e non conosce l'Europa. Ma mediare in questo caso significa sfumare, attenuare, distorcere. Il Vangelo non va mediato ma incarnato e cioè storicizzato. La prima domanda da farsi è: chi sono gli ultimi di cui ha parlato mons. Galantino? Il resto viene dopo.

E' interessante che questo messaggio sia stato portato al Meeting di Rimini. Nella sua storia , Comunione e liberazione non ha amato molto il termine "mediazione" ed è stata accusata per questo di "integralismo". E' nel suo dna capire e vivere la radicalità del messaggio religioso e in passato e stata accusata di scelte eccessive proprio per questo. C'è da augurarsi perciò che l'incontro tra le parole di Papa Francesco e gli uomini e le donne di Cl sia profondo e fecondo. Sarebbe un contributo importante per tutta la Chiesa italiana.

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