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FUNERALE CASAMONICA/ Saviano e la malafede di quei finti intellettuali "trasgressivi"

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Roberto Saviano (Infophoto)  Roberto Saviano (Infophoto)

Tra tutte le polemiche, a tratti un po' ridicole, suscitate dallo sfarzoso funerale di Vittorio Casamonica (a ben guardare, più che sfarzoso, kitsch, pacchiano, retorico e alla fine ridicolo più che mai), capo dell'omonimo clan malavitoso in odore di mafia, spicca il twitt di Roberto Saviano, l'autore di Gomorra: "La chiesa che negò i funerali a Piergiorgio Welby ieri li ha concessi in pompa magna al capoclan Vittorio Casamonica".

Nello stringato spazio sillabico a cui obbliga Twitter, l'estensore riesce a scrivere quello che è forse, finalmente, il suo unico capolavoro letterario, poiché raggiunge pienamente il suo intento: svergognare la Chiesa cattolica. Lasciamo stare il caso Welby, il malato terminale che decise volontariamente di abbandonare la vita e fu aiutato da un medico, Mario Riccio, a "staccare la spina". Il rifiuto delle esequie religiose per Welby (che fu deciso dal vicariato di Roma e non dalla parrocchia; almeno come informazione, caro Saviano, bisognerebbe essere un po' più precisi) scatenò un profondo e doloroso dibattito nella società e anche dentro la Chiesa, e fu però vergognosamente strumentalizzato dal movimento per l'eutanasia che, stimolando populisticamente il sentimento della folla accorsa ai funerali, ne approfittò per attaccare appunto la Chiesa.

Sulla persona di Welby massimo rispetto: preferiamo non giudicare e ci piace pensare che, quando si è trovato di fronte al Padre, non ne abbia rifiutato l'abbraccio, come invece rifiutò la vita ricevuta drammaticamente in dono in questo mondo. Ma è l'accostamento tra due casi lontani, diversissimi e inaccostabili che svela la cattiva fede della frase di Saviano. Di tutta la vicenda veramente mal gestita del funerale del boss Casamonica e dei suoi attori (il questore, il prefetto, i politici cittadini e il ministro dell'Interno, protagonisti tutti di un carosello di dichiarazioni, appurazioni, polemiche, scaricabarile che ci fa capire dove sia davvero il nocciolo del problema: l'Italia è nel caos aministrativo), allo scrittore sotto scorta interessa solo il parroco. Non gli sembra vero di poter vomitare veleno sulla Chiesa.

Qual è infatti il significato implicito del twitt savianesco? La chiesa sta dalla parte dei mafiosi e contro i diritti civili. Pazienza se diversi sacerdoti sono state vittime della mafia e se l'attività sociale e quotidiana di migliaia di cattolici contribuisce come nient'altro a sanare le nostre città dalla mentalità mafiosa. Saviano fa parte di quella schiera di intellettuali per cui il male della storia e del presente è sempre e solo uno: la Chiesa. Gli stessi intellettuali che sanno bene l'importanza delle polemiche e della pubblicità che frasi buttate lì o posizioni apparentemente trasgressive e controcorrente (di quella trasgressione radical chic da salotto, però) siano utilissime a far vendere i propri libri e a farsi invitare nei talk televisivi à la page, di fazianesca conduzione. È così che si è costruito il bestseller Gomorra, uno dei libri più comprati e meno letti d'Italia, e che forse si darà una spinta ai libri successivi, nel titolo di uno dei quali, Zerozerozero, è forse adombrato il valore letterario di uno scrittore abile soprattutto nei twitt.



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