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Cronaca

IDEOLOGIA DEL GENDER/ La diocesi di Padova: inutili allarmismi, il documento ufficiale

La diocesi di Padova ha reso noto nei giorni socrsi un documento a uso interno che affronta l'argomento della cosiddetta ideologia gender, ecco di cosa si tratta

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La diocesi di Padova ha reso noto un documento ufficiale in cui affronta l’attuale allarmismo che circola tra cattolici a proposito della cosiddetta ideologia gender. La nota in realtà è stata pubblicata lo scorso 18 agosto ma è stata ripresa adesso dal settimanale Vita che ne ha commentato i passaggi più importanti. Lezioni porno nelle scuole elementari, libri vietati, allarmismo, referendum abrogativo della riforma Buona scuola. Il documento firmato da don Lorenzo Celi, direttore dell’Ufficio diocesano di pastorale dell’educazione e della scuola, sottolinea come invece un pericolo gender nelle scuole non esista, né tantomeno faccia parte della riforma scolastica approvata dal governo Renzi. Il documento invita a informarsi sul tema, cosa che non viene fatta quasi da nessuno (“La questione del gender non può essere ridotta all’ideologia gender: la prima porta in sé alcune istanze che meritano di essere seriamente considerate. Non è dunque corretto esprimersi su di essa senza prima averla conosciuta nella sua totalità, così da poter discernere quanto risponde alla visione antropologica cristiana e quanto invece ad essa si oppone”). La diocesi al proposito offre gli strumenti per capire di cosa si tratta: “Insieme, anche con il supporto degli specialisti in materia che certo non mancano nella nostra realtà, potremmo fornire un’adeguata informazione/formazione, senza creare inutili, se non nocivi, allarmismi”. Viene anche fatta luce sulla riforma scolastica. La Diocesi dice che “riteniamo che le delucidazioni apportate dalle competenti autorità ministeriali meritino la massima attenzione di tutti e vadano nella corretta direzione di favorire un sempre più consapevole e responsabile coinvolgimento delle famiglie nella scelta dell’indirizzo educativo per i loro figli” e che “buona scuola” che, come ribadito nel punto precedente, non ha alcuna connessione con la “teoria gender”.

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