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Cronaca

CARRON/ Buccellati: così Abramo risponde al Nulla

Julián Carrón (Infophoto)Julián Carrón (Infophoto)

Altrimenti parliamo di un Dio "domestico", che ci piace perché è prevedibile e non ha grandi domande… Invece per Abramo il Dio vivente è un grande dramma.

E il secondo punto che la interroga?
Sta nel metodo. Quando Carrón e Weiler hanno convenuto sull'importanza della testimonianza, pensavo: gli apostoli non avevano l'idea di fare qualcosa di culturale, di acculturare la gente, ma di comunicare con urgenza un messaggio eminentemente personale, quello del Dio vivente — Gesù — che li aveva sconcertati, perché era durato pochissimo, poco più di un paio d'anni, ma anche innamorati e cambiati. Ma tutta l'attività apostolica e missionaria che è seguita ha sviluppato moltissimo, con molta discrezione teorica e teologica, le vie per comunicarsi a realtà culturali diversissime e far conoscere la realtà del Dio vivo.

Quindi?
Per testimoniare, guardiamo — noi — a chi ci ha preceduto. La ripartenza è lo stupore di cui ha parlato Carrón, l'attimo un cui uno è di nuovo "preso", afferrato. Poi viene la grande tradizione della Chiesa, che comincia con gli apostoli e arriva fino a noi.

Il mondo in cui viviamo, che proclama la vittoria del Nulla, non ha fatto terra bruciata di tutti i metodi?
Sì e no. Da un lato ha proposto un metodo suo, perché non è che il post-moderno non sia un metodo: lo è esso stesso, e quindi non può pretendere che non ci si opponga ad esso con un altro metodo. In questo senso il post-moderno ha fatto terra bruciata del servilismo nel seguire determinati sistemi e protocolli.

Dunque la testimonianza…
Non è e non può essere un metodo astratto, quanto un vivere la realtà cercando di comunicarla e trasmetterla in funzione della persona che si ha davanti. E' il momento di riscoprire il "metodo" dei primi, non per seguire pedissequamente canoni o protocolli, ma per immedesimarci con la sensibilità degli apostoli. Cambiando noi stessi, si cambiano anche gli altri.

Sembra un metodo vecchio e nuovo al tempo stesso.
Sì. E' nuovo sia perché affronta la sfida della terra bruciata dell'oggi, sia perché attesta in modo personale un Assoluto che è vivo. Ma è vecchio perché suo padre è Abramo.

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