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IL CASO/ Conso e la cattiva illusione che fece un favore a Totò Riina

Giovanni Falcone (1939-1992) (Immagine dal web) Giovanni Falcone (1939-1992) (Immagine dal web)

La più potente organizzazione criminale della nostra storia poteva essere severamente indebolita, se non distrutta. Ma questa concezione liberale dello Stato, che deve essere forte con i forti, venne sconfitta. Martelli e Scotti vennero esclusi dai governi successivi. Fu il trionfo della trattativa, dello Stato che si arrendeva alla violenza criminale.

Conso alimentò una terribile illusione, cioè che con Riina e i suoi sodali si potesse aprire un dialogo, trovare un'intesa. Si potrebbe discutere se e in che misura i sentimenti dell'opinione pubblica fossero, o siano, in sintonia con la volontà rappresentata dall'autorevole giurista torinese, di evitare contrapposizioni radicali, spaccare il paese, coinvolgerlo in una lunga guerra civile. Fatto sta che la linea politica e culturale di Martelli, e dello stesso Scotti, parve essere troppo giacobina. E sono stati puniti. Ha vinto non lo stato di diritto, ma lo Stato caritatevole.

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