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ECSTASY/ Regno Unito, il movimento dei genitori: spieghiamo ai ragazzi come prendere le pasticche

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In Italia il governo annuncia che chiuderà le discoteche dove si consuma l’ecstasy, mentre in Gran Bretagna un movimento dei genitori chiede a David Cameron un cambiamento della politica sulla droga. A chiederlo è soprattutto Anne –Marie, che nel 2013 ha perso la figlia quindicenne per overdose da Mdma, stessa sostanza che ha ucciso un sedicenne al Cocoricò di Riccione. Sul sedicenne morto al Cocoricò è intervenuto Salvatore Giancane, medico tossicologo, che ha dichiarato all’agenzia “Dire”: "Perché nessuno prende in considerazione che il ragazzo sia morto per ipertermia maligna? Perché tutti si limitano a dare la colpa all'ecstasy? Io credo sia morto per il modo in cui ha assunto la sostanza". E ha spiegato: "I ragazzi, oggi, assumono ecstasy per ballare tutta la notte. Ballando, producono calore: la temperatura corporea aumenta fino a causare insufficienza renale. Intanto, l'ecstasy agisce direttamente sul sistema termoregolatore, che arriva a impazzire: la temperatura sale fino a 42, 43 gradi. A quel punto, non è più compatibile con la vita: si può solo provare a immergere la persona in una vasca di acqua e ghiaccio". Se si assume droga, quindi, "è indispensabile bere molta acqua, fare qualche pausa dal ballo, per controllare la temperatura corporea. Immagino che il ragazzo non ci abbia pensato, che nessuno gliel'abbia detto, cosa ben più grave. Il caldo di questi giorni ha fatto il resto". Ma torniamo al movimento dei genitori in Gran Bretagna: "Dopo la morte di Martha, ho controllato la cronologia delle sue ricerche web e ho scoperto che stava cercando informazioni sulla maniera di assumere droghe senza rischi. Ho pensato: 'Martha voleva prendere droghe, non voleva morire'. Tutti i genitori preferirebbero la prima opzione alla seconda. Nessuno vuole che le sostanze stupefacenti siano vendute ai minorenni, tuttavia se Martha fosse riuscita a entrare in possesso di una droga destinata agli adulti, ma con un'etichetta con gli avvertimenti e le istruzioni per il dosaggio, non avrebbe preso una quantità 5-10 volte superiore a quella consentita", spiega la madre della ragazza scomparsa. Adesso i genitori del movimento chiedono al governo britannico di spiegare ai ragazzi come prendere le pasticche senza ipocrisie. Intanto se in Italia si pensa a chiudere le discoteche, in Germania, Spagna e Gran Bretagna esiste già da tempo il pill-testing, si tratta di un kit che permette ai consumatori di analizzare la sostanza acquistata prima di consumarla. Insomma un vero salvavita per i giovani, ritenuto un sistema efficace anche dalla European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction, l’agenzia europea che si occupa di droghe e della riduzione del danno che provocano. Un kit che viene fornito gratuitamente fuori dalle discoteche e dai luoghi di divertimento. Intanto, come riporta il “Corriere del Veneto, in provincia di Venezia è in atto un progetto guidato dalla Asl di San Donà di Piave: si tratta del “progetto Off Limits, ogni sera ci sono educatori che informano i giovani sui pericoli dell'abuso di alcol e droghe. «Chiudere le discoteche? Meglio di no - dice il responsabile Tiziano Sartor -, sono più pericolose le feste nelle case, i locali fanno selezione all'ingresso e se vedono spaccio intervengono». (Serena Marotta) 



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