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Cronaca

RAGAZZE ANNEGATE NEL SECCHIA/ Un male che tocca a noi "accogliere" e perdonare

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Eppure Dio non evita la morte, non la risparmia. Quantunque frutto dell'invidia del Demonio — sempre secondo la Tradizione — la morte non è cancellata o abolita dall'amore di Dio. Essa viene assunta, viene integrata nella Grande Vita di Dio, e — per questo — viene redenta. San Francesco arriva a chiamarla "nostra sorella morte corporale" facendola diventare compagna di strada e di cammino. Ogni giorno qualcosa di noi, dentro di noi o fuori di noi, muore. E questa morte non è "colpa" di Dio. Egli, anzi, la prende con sé e la rende occasione di vita. Consapevole che il Diavolo non si vince uccidendolo, ma perdonandolo.

Così il male, e quelle morti che infettano la nostra casa, il nostro matrimonio, il nostro lavoro, il nostro tempo, non si vincono odiando, ma perdonando, lasciandoli entrare. Ogni male e ogni peccato è come un ospite indesiderato e detestato: solo nel miracolo dell'accoglienza esso schiude i suoi perché e diventa così affrontabile, superabile, vivibile. Per questo Cristo ha accolto — come capro espiatorio — il peccato sulle sue spalle e la morte nelle proprie viscere. Per permettere a ciascuno di noi, e quindi anche a quelle quattro sorelline, di aprire la porta alla realtà che si fa largo e che — se fatta entrare — continuamente ci educa al senso del vivere. Continuamente ci sfida a non chiudere gli occhi dinnanzi al dolore che avanza e che, insieme all'amore, ci rende davvero uomini. Mendicanti di salvezza, pellegrini nella Verità.

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COMMENTI
05/08/2015 - Un male accolto in bene (claudia mazzola)

Oggi è morta mia zia Marisa di tumore. Quanti ne ho sotterrati e che male che fa. Mi ricordo il mio papà, ad ogni parente perso mi diceva "prima o poi tocca a me". Grazie papà che me lo hai ricordato!