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Cronaca

ATLETA PARALIZZATA/ Kira, c'è Qualcuno che vuole sempre il nostro bene

Kira Grunberg è paralizzata dal collo in giù. L'atleta austriaca di 21 anni è caduta fuori dai materassi durante un salto con l'asta in allenamento. Il commento di MONICA MONDO 

Kira Grunberg (Immagine dal web)Kira Grunberg (Immagine dal web)

Kira, non so chi sei, ho ammirato il tuo fisico, il tuo radioso sorriso biondo, la baldanza con cui reggi l’asta, e ti slanci nel salto. Una valchiria, ma dolce, ma giovane, ma così poco pericolosa. Ho ammirato la tua stoffa da campionessa nei filmati che segnano i tuoi successi: sperando sempre con tremore che i giornali, la televisione, il web ci risparmiassero quelle dell’ultimo salto. Tu, primatista del tuo paese, l’Austria, che balzi fuori dal tappetone, in allenamento, e batti il collo, la schiena. Frattura della quinta vertebra cervicale, si è pensato subito a shock midollare, è peggio. Paralisi completa, dicono i sanitari della clinica in cui sei ricoverata, Innsbruck, e si pensa al candore delle nevi e alle gare di sci, non al bianco di un letto dove sei costretta.

Cosciente di quel che ti aspetta, cosciente di una diagnosi impietosa: mai più. Ecco, ascolta questa storia, ragazza bionda dalle lunghe gambe. C’è un ragazzo che ha avuto un male terribile, e operarlo era d’obbligo per salvargli la vita. Dopo l’intervento non si muoveva, e i medici hanno pronunciato quella parola tremenda: mai più. Non erano inesperti o azzardati, erano consapevoli e scrupolosi, avevano ogni ragione. Quel ragazzo, tuo coetaneo, che è un campione nella vita, nello studio, nella grandezza d’animo, sapeva, già prima dell’operazione, che rischio correva. E ha sofferto tanto, anche fisicamente, tanto da non poter tollerare un lenzuolo addosso. Sono passati cinque mesi, e gli amici diffondono filmatini col cellulare di quello stesso ragazzo, che s’appoggia prima al girello, poi alle stampelle, proprio le canadesi che usi quando ti rompi le gambe, e va piano, pianissimo, si vede lo sforzo e si immagina la pena, ma insomma, cammina. Su e giù per i corridoi, cammina, sta buttando catetere e carrozzina. Incredibile, dicono i medici, di cu non voglio affatto sminuire la professionalità e sapienza.

Dico soltanto, ragazza bionda, che la medicina è bella perché due più due non fano mai quattro (neppure in matematica, ci spiegano oggi) perché non è una scienza esatta: il verbo “esigere” non può riferirsi alla persona, e la medicina è la scienza che cura, ama, sostiene, guarda la persona, che sa sempre stupirti, come ti stupisce Dio, che toglie e dà, e non capiamo perché. Ma siamo certi che lo capiremo, e che quel che capita è per un bene.

Deve essere così per forza, o nulla ha valore, nulla ha senso, e il tuo salto grandioso e sbagliato di qualche centimetro sarebbe soltanto una beffa del caso, o un errore irreparabile e inutile. Inutile la tua sofferenza, quella dei tuoi genitori, inutile la rabbia e l’affetto e la partecipazione di tanti, che oggi si impegnano a trovare fondi, perché tu possa essere curata, al meglio. Con la speranza, con la fiducia, che sono la prima tappa di ogni cura.