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SANTO DEL GIORNO/ Oggi, 7 agosto si celebra San Sisto II e compagni Papa e martiri

Oggi, la Chiesa ricorda papa Sisto II e i compagni che con lui morirono martiri. Venne eletto nell' anno 257, ma della sua vita si conosce ben poco. Vediamo la storia del santo venerato.

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Il 7 agosto, la Chiesa ricorda papa Sisto II e i compagni che con lui morirono martiri. Sisto fu il 24° vescovo di Roma e pontefice. Venne eletto nell'agosto del 257, alla morte del suo predecessore, Vittore. Non si conosce nulla della vita del santo prima della sua salita al soglio pontificio, l'unica notizia si riferisce alle sue origini, infatti il Liber Pontificalis riferisce che fosse nato in Grecia. In realtà, si ritiene che tale affermazione sia erronea e che la sua figura sia stata confusa con quella del filosofo greco Sesto autore delle Sententiae che, per un errore di traduzione, è giunto fino a noi con il nome di Sisto.

Se la vita del santo, prima dell'elezione a papa, è avvolta nel mistero, si conoscono invece diversi particolari del suo anno di pontificato. Sisto, definito dall'agiografo come un sacerdote buono e gentile, si trovò infatti al centro di una disputa nel mondo cristiano che poteva provocare una grave frattura tra la Chiesa di Roma e le chiese orientali e africane.

Il suo predecessore, Vittore, aveva assunto una posizione molto dura nei confronti degli eretici pentiti che volevano essere riammessi nella cristianità romana. Egli riteneva infatti che coloro che ritornavano alla fede in Dio dovevano essere battezzati nuovamente, mentre le chiese africane e orientali si limitavano a imporre le mani sul capo di questi fedeli di ritorno, riammettendoli nella comunità. Vittore era giunto a minacciare la scomunica per tutti coloro che non avessero seguito le sue disposizioni.

Sisto riuscì a ricomporre la disputa con la semplice raccomandazione a ogni chiesa di comportarsi come meglio riteneva opportuno.

Mentre l'attenzione del santo era calamitata dai dissidi interni, l'imperatore Valeriano indiceva una nuova persecuzione contro i cristiani (257 d.C.). Si trattava di un provvedimento che aveva più che altro uno scopo politico: durante quel periodo l'impero veniva attaccato su diversi confini e l'unità interna era essenziale. Una religione come quella cristiana, che rifiutava la violenza e negava la divinità dell'imperatore, poteva rivelarsi dannosa, perciò Valeriano proibì il culto in pubblico, ma non in privato.

L'anno seguente il pressante bisogno di denaro per le spese militari di difesa dei confini, costrinse l'imperatore a emanare un secondo editto con il quale si prevedeva la destituzione dei funzionari cristiani e il sequestro dei loro beni. Inoltre veniva prevista la pena di morte per il clero cristiano che rifiutava di onorare gli dei di Roma.

Sisto, a conoscenza degli editti, stabilì di predicare ai fedeli in uno dei cimiteri romani meno noti: Pretestato, che si trovava sulla Via Appia nei pressi della tomba di Callisto I. Seduto sulla sua sedia e affiancato da quattro diaconi, venne arrestato dai soldati. Non è chiaro se egli venne decapitato immediatamente o se sia stato condotto dinnanzi al tribunale e quindi riportato al cimitero. Quello che è certo invece è che la testa gli fu tagliata dopo che si fu accomodato nuovamente sulla sua sedia. Insieme a lui morirono anche i diaconi Innocenzo, Gennaro, Magno e Stefano. Era il 7 agosto dell'anno 258.