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Cronaca

ALZAIN TAREQ/ A 10 anni è meglio giocare al parco o gareggiare ai Mondiali di nuoto?

La piccola Alzain Tareq (Immagine dal web)La piccola Alzain Tareq (Immagine dal web)

I bambini sono grandi. Perlomeno vogliono diventare grandi. Grandi in tutti i sensi. Mi ha folgorato, qualche settimana fa, il video di Miriam (clicca qui per vedere), una bambina irachena di dieci anni (guarda la coincidenza), che con una lucidità che le invidio giudica la situazione in cui vive. I bambini vogliono essere trattati da grandi, e se li trattiamo da grandi lo diventano. In tutti i sensi. La cultura in cui siamo immersi, invece, vuole il contrario. Vuole che gli uomini rimangano piccoli (in tutti i sensi). L’ideale del potere è un popolo di bamboccioni, preoccupati solo di non perdere i loro giochini (la macchina, la moto, le vacanze, il telefonino, metteteci dentro tutto quel che volete, lo diceva già sant’Agostino: «mi piaceva il gioco e ne ero punito da chi, a buon conto, non si baloccava meno di me. Senonché i balocchi degli adulti sono chiamati affari, mentre quelli dei fanciulli, per quanto simili, sono puniti dagli adulti»).

A me che una bimba di dieci anni sia capace di sacrificio, sia fiera di eccellere, sappia che la vita è una sfida in cui bisogna giocarsi fino in fondo, esalta. Come mi esalta Miriam e la sua lucidità nel giudicare la sua situazione. Mi esaltano e mi interrogano: sarò capace di tirar su così i ragazzi che ho davanti?