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SANTO DEL GIORNO/ L' 8 agosto si festeggia San Domenico di Guzman

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SAN DOMENICO DI GUZMAN, SANTO DEL GIORNO 8 AGOSTO 2015. Anche se moltissimi sono gli ordini monastici che sono nati, nel corso dei secoli, in seno alla Chiesa Cattolica, due sono quelli che possono essere considerati tra i più importanti, che proliferarono in epoca medievale, quando cioè i costumi del clero erano maggiormente soggetti ad atteggiamenti mondani, e le eresie più pronte a proliferare. Da una parte, c'erano i frati francescani, il cui ordine fu fondato da San Francesco, il Giullare di Dio, il Poverello di Assisi, colui che più di ogni altro volle seguire l'esempio fornito da Nostro Signore Gesù Cristo.

Dall'altra, c'erano i frati domenicani, che si distinguevano dai francescani per l'erudizione e la profonda cultura su cui basavano le loro predicazioni, a cui affiancavano l'ideale di povertà tipico dei francescani. Il fondatore dell'orine domenicano fu San Domenico di Guzman, la cui ricorrenza liturgica viene celebrata il giorno 8 agosto, data che cade due giorni dopo la sua morte. A Bologna, la città in cui il santo morì e in cui fondò una delle comunità più grandi, lo si festeggia il 6 di agosto, che è esattamente il giorno in cui Egli salì nel regno di Dio.
Domenico Guzman nacque nell'Anno Domini 1770 a Calaruega, piccola cittadina che si trova tra le montagne castigliane, in Spagna.

Suoi genitori erano Felice Guzman e Giovanna d'Aza, che vollero chiamare loro figlio Domenico per onorare san Domenico de Silos, la cui abbazia si trovava a pochi chilometri di distanza da Calaruega. Da fanciullo Domenico venne istruito da suo zio; in seguito venne mandato a Palencia, dove apprese la conoscenza delle arti liberali e della teologia. Si racconta che in quegli anni il giovane cominciò a sviluppare quei sentimenti di carità e compassione che lo caratterizzarono per il resto della sua vita. Profondamente colpito dalla povertà in cui versava la popolazione, decise di vendere gran parte dei beni che possedeva, prime fra tutte delle pergamene, preziosissime all'epoca. Lo fece perché riteneva di non poter possedere pelli morte, quando dei suoi fratelli morivano letteralmente di fame.

A 24 anni terminò gli studi e diede libero sfogo alla sua vocazione sacerdotale: entrò infatti a far parte dei canonici della cattedrale di Osma. Ben presto, emerse anche il suo spirito missionario, specie dal rapporto di fraterna amicizia che strinse con Diego Acevedo, che fu eletto vescovo nel 1201 e con il quale, due anni dopo, fu inviato in missione in Danimarca.


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