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IL CASO/ Andrea, ucciso per essere curato. Ma la tua domanda resta

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Andrea Soldi (Immagine dal web)  Andrea Soldi (Immagine dal web)

La morte di Andrea è l'urlo di un povero Cristo all'indifferenza, all'ipocrisia, alla rassegnazione. Prima o poi doveva finire male, si è pensato sotto sotto. L'ho pensato anch'io, che non gli ho mai regalato altro che un pensiero, un sospiro, un ricordo davanti a Dio. Parole che tante volte ho ricacciato in gola per la paura di non poter dare risposte. Perché 25 anni di dolore e repressione, quale il senso del suo essere al mondo, peso per chi gli vuol bene e presenza inutile per chi gli passava accanto, nella vita o per strada. Oggi, mentre rileggo contro voglia la sua storia, mi pare che ogni parola non sia abbastanza rispettosa, pietosa, adeguata. Oggi, mentre ne sento parlare come di un caso di cronaca, la domanda brucia più forte, non può non pretendere una risposta. 

Balena un'ipotesi, la più ragionevole, all'esperienza e al cuore. Lui dà un segno. Era il segno che vali non per come sei o cosa sei nel mondo. Vali perché sei amato, da chi ti ha creato, da tuo padre che non ti ha mollato mai, e adesso vuole solo verità e giustizia. Vali per farci accorgere di quante presenze scomode accantoniamo. Vali per tutti gli amici strampalati, qualcuno poco onorevole, qualcuno sbandato, che a loro modo ti sono stati vicini. Che ti hanno regalato un sorso d'acqua, una sigaretta. Che ti hanno fatto compagnia mentre tutti noi ci siamo in fondo scordati volentieri di te. Per tutti gli ultimi, di una città e della terra, che tengono accesi un lumino e gettano fiori su quella panchina. Convinti che la verità non verrà mai fuori, che agli ultimi non toccherà mai giustizia, e che in fondo poco importa, se Andrea non c'è più. Ma lui è avanti, praecedet nos, ce l'ha promesso Gesù. Lo schiaffo della sua morte assurda, comunque sia avvenuta, sia memento per l'insensibilità e l'egoismo, per le leggi sbagliate e o giudizi sbagliati, sui malati come lui e sui poveri che stanno loro vicino.



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COMMENTI
09/08/2015 - Una preghiera per Andrea (Giuseppe Crippa)

Nella mia messa domenicale non mancherà oggi una preghiera per Andrea e più ancora per il suo papà e per tutti coloro che gli hanno voluto bene, ma anche perché l’accertamento dei fatti mostri, come spero, che nessuno ha “sbagliato”. Forse dovrei aggiungere una preghiera perché i nostri politici ripensino le regole che presiedono il doveroso prendersi cura di questi malati, ora di fatto abbandonati o quasi ai loro cari, ma, visto chi abbiamo in Parlamento, non mi sento di chiedere questo miracolo.