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DISCOTECA GUENDALINA / Santa Cesarea Terme, morto il 19enne Lorenzo Toma: il tweet choc del sindaco di Gallipoli

Pubblicazione:domenica 9 agosto 2015 - Ultimo aggiornamento:domenica 9 agosto 2015, 19.40

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DISCOTECA GUENDALINA A SANTA CESAREA TERME, MORTO IL 19ENNE LORENZO TOMA - "Se non sai educare non procreare". E’ il tweet del sindaco di Gallipoli, Francesco Errico, che ha già sollevato un mare di polemiche. "Se le famiglie esercitassero un po' più di controllo sui figli non morirebbe un 18enne la settimana in disco", scrive il primo cittadino della città pugliese commentando quanto avvenuto davanti alla discoteca Guendalina di Santa Cesarea Terme dove ha perso la vita il 19enne Lorenzo Toma. Dopo le proteste degli utenti, Errico ha inviato un nuovo tweet per scusarsi: "Se ho offeso la famiglia chiedo umilmente scusa. Il mio post voleva solo proteggere i ragazzi che hanno bisogno di aiuto per evitare la droga".

DISCOTECA GUENDALINA A SANTA CESAREA TERME, MORTO IL 19ENNE LORENZO TOMA - Verrà effettuata probabilmente domani l’autopsia sul corpo di Lorenzo Toma, il diciannovenne trovato agonizzante stamattina all’alba davanti alla discoteca Guendalina di Santa Cesarea Terme (Lecce) e poi deceduto in ospedale. Gli amici del giovane, ascoltati in queste ore dai carabinieri che stanno investigando per ricostruire le dinamiche della tragedia, avrebbero fatto sapere che alla base del malore ci sarebbe una bottiglia dalla quale Lorenzo avrebbe bevuto prima di sentirsi male. "Doveva essere un sabato come tanti, un tavolo prenotato in uno dei locali più famosi della movida salentina, bottiglie di limonata, acqua, lattine di birra e qualche vodka per festeggiare le vacanze – hanno raccontato - Poi nel corso della serata Lorenzo si è accasciato sulla pista".

DISCOTECA GUENDALINA A SANTA CESAREA TERME, MORTO IL 19ENNE LORENZO TOMA - "Non riesco a trovare le parole, sono scioccata, triste, ammutolita". Così la deejay tedesca Monika Kruse sulla sua pagina Facebook dopo aver saputo della morte di Lorenzo Toma, avvenuta questa mattina dopo una serata trascorsa con gli amici alla discoteca Guendalina di Santa Cesarea Terme (Lecce). "Ancora non conosciamo le ragioni per cui è svenuto, ma non è stato possibile rianimarlo – ha aggiunto la deejay che ieri sera suonava nel locale proprio la sera in cui il giovane ha avvertito il malore - Tutto il mio amore è per lui. Possano gli angeli portarlo in un posto migliore. Che morte senza senso".

DISCOTECA GUENDALINA A SANTA CESAREA TERME, MORTO IL 19ENNE LORENZO TOMA - "Non riesco a capire cosa sia successo. Il ragazzo stava ballando, si è sentito male e abbiamo provato a soccorrerlo e a fargli il massaggio cardiaco. L’ambulanza è arrivata dopo 40 minuti, ed è morto". Così Vincenzo De Robertis, manager della discoteca Guendalina di Santa Cesarea Terme, in provincia di Lecce, ricostruisce ai microfoni di Radio Capital la morte di Lorenzo Toma, il ragazzo di 19 anni che ha accusato un malore durante una serata con gli amici. I carabinieri stanno ascoltando gli amici del giovane e alcuni frequentatori del locale per tentare di ricostruire la vicenda, mentre il magistrato di turno alla Procura della Repubblica di Lecce ha già disposto l'autopsia che dovrà chiarire le cause del decesso.

DISCOTECA GUENDALINA A SANTA CESAREA TERME, MORTO IL 19ENNE LORENZO TOMA - Anche la famiglia di Lamberto Lucaccioni, il sedicenne morto il 19 luglio al Cocoricò di Riccione dopo avere fatto uso di ecstasy, ha commentato il decesso di Lorenzo Toma a Santa Cesarea Terme (Lecce). In una nota diffusa dal legale Roberto Bianchi, si dicono "molto vicini al dolore della famiglia" del ragazzo, aggiungendo che "il coraggioso consapevole e determinato provvedimento assunto dal dottor Improta non può di certo da solo risolvere in venti giorni il problema dei decessi di giovani in Italia per droga". Nonostante ciò, scrivono ancora, "di certo tale provvedimento ritenuto pienamente legittimo dal TAR Emilia Romagna può costituire un ottimo precedente per dare impulso ai questori di tutta Italia colleghi del dottor Improta di emettere altrettanti provvedimenti in casi analoghi fino a giungere perché no ad un intervento legislativo da parte del nostro Parlamento per stringere le maglie del traffico di stupefacenti ed aumentare i controlli nelle discoteche ritenute più a rischio come il Cocoricò".

MORTO IN DISCOTECA A LECCE, LORENZO TOMA TROVATO AGONIZZANTE: MALORE DOPO AVER BEVUTO DA UNA BOTTIGLIA - Non sono ancora chiari i motivi che hanno portato alla morte di Lorenzo Toma, il ragazzo di 19 anni originario di Lecce trovato agonizzante davanti alla discoteca Guendalina di Santa Cesarea Terme. Secondo una prima ricostruzione, il giovane si sarebbe accasciato dopo aver bevuto da una bottiglia offerta da alcuni ragazzi che se la stavano passando tra loro. E' dunque possibile che nel liquido fosse stata sciolta qualche sostanza stupefacente che ha ucciso il diaciannovenne, soccorso davanti alla discoteca e poi deceduto in ospedale.

TRAGEDIA IN DISCOTECA A LECCE, MUORE A 19 ANNI DOPO UNA SERATA CON GLI AMICI - Ancora una tragedia in discoteca, stavolta in Salento. Un ragazzo di 19 anni, Lorenzo Toma, è morto a Santa Cesarea Terme (Lecce) dopo una serata trascorsa con gli amici. L’allarme è stato dato verso le 6.30 di stamattina, quando il giovane è stato trovato agonizzante davanti alla discoteca Guendalina: secondo una prima ricostruzione, sarebbe stato soccorso dai sanitari del 118 che però non sono riusciti a rianimarlo. Lorenzo è morto davanti agli occhi degli amici che sono stati poi ascoltati dai carabinieri del Nucleo investigativo di Lecce e della Compagnia di Maglie. Il corpo della vittima è stato portato all’ospedale Vito Fazzi di Lecce, dove sarà effettuata l’autopsia che dovrà chiarire le cause del decesso e se il ragazzo avesse assunto alcol o droghe. Questa nuova tragedia avviene appena venti giorni dopo la morte del sedicenne Lamberto Lucaccioni al Cocoricò di Riccione: proprio la discoteca Guendalina di Lecce ha organizzato per il 12 agosto una serata chiamata "Cocoricò night" a sostegno del locale emiliano che è stato chiuso per quattro mesi.



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