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Cronaca

PAPA/ Cosa c'entrano i martiri con il nostro pranzo della domenica?

Papa Francesco (Infpophoto)Papa Francesco (Infpophoto)

Prima di tutto, la festa: la domenica non è un giorno qualunque, è dies Domini, e se pure manteniamo le preoccupazioni e l'impegno del fare, "ogni cosa ha il suo tempo, la sua ora sotto il sole", ammoniva il Qoelèt, e non è solo un comandamento, quello di santificare le feste, è uno stile di vita, una precisa scala di valori. 

Se è il giorno di Dio, bisogna che sia diverso, speciale. Anche solo per la cura nel preparare il pranzo, nella decisione di unirsi, per consumarlo insieme. Ecco il sottinteso: la famiglia. Non è un buon pranzo se si è da soli. Piccola o grande che sia, originaria o creata da una comunità di amici, la famiglia è il pilastro che ci regge, e la sua tavola permette riflessione e riconciliazione, sguardo attento sul mondo, domande e consiglio, tenerezza e calore di affetti. 

Conosco lo scetticismo: famiglie così non esistono più, domeniche così non esistono più, cose d'alti tempi. Se la nostalgia immalinconisce, e non apre al domani, la memoria è doverosa e buona, e va preservata. Non è retaggio dell'antico celebrare la domenica e credere nella famiglia, ma coscienza che così si preserva l'umano, che così si vive più felici. Ho in mente le mie nonne, semplici famiglie piemontesi, come Bergoglio, ma so che ogni pezzo di mondo può descrivere gli stesi dagherrotipi che vorrei tramandare ai miei figli. La domenica si preparavano gli agnolotti, con certosina cura, o le frittelle di patate, per far piacere ai bambini. Si tirava fuori il rosolio, e dopo Messa si portava a casa un pacchettino di paste. Altro che il pentolino con cui si pranzava al lavoro, coi resti riscaldati della sera prima, tutti i giorni della settimana. Bisognava una volta essere re e regine. La domenica toccava dare un tocco particolare, per quanto si fosse poveri, per quanto si fosse prostrati dalle cure o dalle prove del vivere. 

Bergoglio è uomo d'altri tempi, ad augurare momenti così, a pensare famiglie così, o ha a cuore l'uomo vero, che si perde, si frastorna nello scorrere sempre uguale dei tempi, saturo sempre di superfluo e connessioni volatili e false, svogliato consumatore, incapace di gusto, di stupore, di gratitudine? Buon pranzo! E si vorrebbe darsi da fare per renderlo unico e memorabile, quel pranzo. Pr ritrovare pezzetti di umanità perduta. 

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COMMENTI
14/09/2015 - Tutto c'entra con Cristo (claudia mazzola)

Ogni volta che qualcuno mi ricorda l'importanza della domenica e della famiglia non posso che esserne grata. W il Papa, W la Chiesa e Monica Mondo!