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JULIAN CARRON/ Il Papa affronta sfide epocali. Migranti, l'ospitalità non basta

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Penso di sì, malgrado continuino ad essere usate per inerzia certe espressioni ereditate dal passato. Oggi tutti distinguono il movimento dai politici appartenenti a Cl, i quali agiscono - e non può essere altrimenti - con loro responsabilità personale. Questa distinzione è essenziale e non può che fare del bene a Cl e ai politici.

 

Eppure Comunione e liberazione continua a essere accusata di aver costruito un sistema di potere, attraverso la Compagnia delle Opere. Cosa risponde?

Mi sembra che questo sia assolutamente falso. Si è diffusa, a volte non senza calcolo, un’idea della Cdo come una lobby sotto la regia nascosta di Cl. La Cdo nasce dalla libera iniziativa di persone per sostenersi nel portare avanti opere e imprese. Come ogni attività, è sempre un «tentativo ironico», come diceva don Giussani: suscettibile di errori. Ciascuno giudichi se, con questa crisi, i tentativi di creare posti di lavoro e risposte ai bisogni sono qualcosa di cui rammaricarsi. 

 

Qual è il suo ricordo di don Giussani? 

Il mio ricordo è di una persona traboccante di passione per Cristo e per gli uomini. Per questo ha dedicato l’intera esistenza a mostrare che la fede cristiana può offrire un contributo significativo alla vita di tutti nel contesto attuale, dove non è facile trovare punti di riferimento per orientarsi. Sento una gratitudine sconfinata per avere avuto la grazia di incontrarlo; questo ha impresso alla mia vita una svolta senza paragoni. 

 

Qual è la sua eredità?

Una consapevolezza del cristianesimo come avvenimento di vita, che l’ha reso di nuovo interessante per migliaia di persone in tutto il mondo; un’idea di educazione come introduzione alla realtà fino al suo significato, all’altezza dell’emergenza educativa; un’insistenza sulla testimonianza per mostrare la pertinenza della fede alle esigenze della vita; un’apertura a tutto ciò che di vero, bello e buono c’è in chiunque; un rispetto e una valorizzazione della libertà della persona. Mi auguro di non sprecare la grazia ricevuta.

 

(Aldo Cazzullo, Corriere della Sera)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
16/09/2015 - aperti ad un incontro (Goggi Ezio)

Adesso quelli che si dimenticano che la Chiesa ha vissuto passaggi molto più travagliati ed insidiosi di questo sono pronti ad ergersi a paladini della verità, pronti a indicare quella che dovrebbe essere (secondo loro) la vera dottrina, la strada per la verità. In una uscita responsabili del movimento di molti anni fa leggevamo una poesia di Péguy che iniziava così: "Vaso di purezza, lussurioso; tribunale di equità ingiurioso", dovremmo ricordarcela. Di tanti incontri con don Giussani mi sono rimaste molte parole che hanno segnato la mia vita, ma due in particolare: "incontro" e "sguardo alla realtà" mi tornano spesso alla mente in questo periodo. Mentre non ricordo di avergli mai sentito pronunciare la parola "resistenza". Forse dovremmo tutti essere più umili, e tornare a confrontarci a cuore (e mente) aperto verso quello che il Movimento e la Chiesa ci indicano.

 
16/09/2015 - relativismo in salsa ciellina (Francesco Lepore)

«Fratelli, voi avete la presunzione di portare utilità al Regno di Dio assumendo quanto più possibile il saeculum, la sua vita, le sue parole, i suoi slogans, il suo modo di pensare. Ma riflettete, vi prego, cosa significa accettare questa parola. Forse significa che vi siete lentamente perduti in essa? Purtroppo sembra che facciate proprio così. È ormai difficile che vi ritroviamo e vi distinguiamo in questo vostro strano mondo. Probabilmente vi riconosciamo ancora perché in questo processo andate per le lunghe, per il fatto che vi assimilate al mondo, adagio o in fretta, ma sempre in ritardo. Vi ringraziamo di molto, anzi quasi di tutto, ma in qualcosa dobbiamo differenziarci da voi. Abbiamo molti motivi per ammirarvi, per questo possiamo e dobbiamo indirizzarvi questo ammonimento. "E non vogliate conformarvi a questo secolo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, affinché possiate distinguere qual è la volontà di Dio, ciò che è bene, ciò che gli è gradito, ciò che è perfetto" (Rm 12,2).

 
16/09/2015 - unioni (Giuseppe Schillaci)

Sono certo che, nel rispondere alla domanda sulla istituzionalizzazione delle unioni omosessuali, Carrón volesse aggiungere un accenno alla reciprocità tra uomo e donna, al fatto che l'uomo nasce dentro una relazione generativa che in qualche modo lo costituisce.

 
16/09/2015 - la sfida (roberto castenetto)

Tra non molto chi dissente dall'omosessualismo, dalle unioni omosessuali e dalle teorie gender che fanno tutt'uno con essi, rischierà il posto di lavoro, nella scuola in particolare, e don Carron chiede dialogo? Dialogo con chi? Non si può dialogare con una ideologia, ci si può solo opporre. Se andiamo a vedere da dove viene la richiesta omosessualista troviamo radici ben note e comprendiamo che si tratta di una delle manifestazioni della rivoluzione sessuale come rivoluzione ulteriore e compiuta rispetto a quella marxista. Questo ci dà la portata della sfida che non può essere affrontata come un confronto sui diritti, bensì come una sfida filosofica e religiosa sull'identità dell'uomo.

 
16/09/2015 - costruire muri? (paolo canti)

perché dire se una cosa è giusta o sbagliata vuol dire costruire muri? Questo non riuscirò mai a capirlo perché la mia esperienza nella vita dice il contrario.