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BULLISMO/ Andrea, chi ti ha ucciso come farà a chiederti perdono?

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Quello che la tradizione ebraico-cristiana chiama il peccato originale, la promessa del tentatore, "sarete come dei", ridotta a mostrare la nostra presunta potenza su chi è, o appare, più debole? Chi ci salva da noi stessi? Forse solo Uno che si è lasciato sbeffeggiare fino alla morte, per mostrarci che tutti, tutti abbiamo il medesimo valore?

Lo so, non ho parlato dell'"inquietante fenomeno del cyberbullismo"; ma — lo si sarà capito — mi sembra un dettaglio, l'ultima variante di una condizione che ha profonde radici nel cuore degli uomini. Non ho parlato — e questo è più grave — della dignità del padre e della madre di Andrea, che hanno sobriamente chiesto che sia fatta luce sulla vicenda, e non si sono lanciati in invettive contro la società e chi avrebbe dovuto intervenire. Non ho parlato dell'eventuale leggerezza di chi forse non ha preso la denuncia di Andrea nella dovuta considerazione. Men che meno ho proposto corsi di formazione e di prevenzione nelle scuole o nei luoghi di lavoro. Non saranno i corsi contro il bullismo a salvarci. Solo gente afferrata da quell'Uno — mi ripeto, lo so, è voluto — che si è lasciato sbeffeggiare fino alla morte, per mostrarci che tutti, tutti abbiamo il medesimo valore. E che magari possa rendere il nostro mondo un po' più capace di umana compagnia. Perché non so che vita facesse, Andrea. Ma sono pronto a scommettere che, per arrivare a un gesto così, doveva essere proprio solo.

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COMMENTI
19/09/2015 - Riflessione profonda (Giuseppe Crippa)

Trovo molto profonda la riflessione del professor Persico e la sua partecipazione umana alla vicenda molto bella. Il farci notare che tutti siamo stati – o saremmo potuto essere – sia vittime che aguzzini è un richiamo alla realtà del nostro io, coacervo di pulsioni sia negative che positive, ed all’esistenza di ambienti che purtroppo facilitano l’esibizione del peggio di noi: una volta le caserme col loro nonnismo, ora i social con la possibilità di insultare anonimamente e, ora come allora (ma forse ora ancor di più) la scuola. Abu Ghraib, pur deprecabile, è altra cosa.